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lunedì 1 dicembre 2014

La volontà nella Formazione

volontà coaching volere e potere
www.mr-loto.it
Solitamente sono uno che si lamenta tanto ma non chiede nessun aiuto perciò non sono abituato, poi, a trarre alcun incitamento dai problemi che risolvo (nella realtà) in quanto rimane affar mio e non penso mai quanto, invece, l'ideare dei modelli possano rivelarsi utili anche per il mio prossimo.

Talune volte essi necessitano di un'applicazione decontestualizzante per rivelarsi a loro volta utili altre senza peccare di eccessiva presunzione dovrebbero essere subito utili alla causa avendone, ahimè, fatto le spese da vicino.; perciò prendetela al pari di una garanzia...che in questi casi è meglio che un'assicurazione.
Proseguendo, come non li scrivo con questo scopo, bensì, per stimolare un confronto misurandomi con coloro che casomai si sono imbattuti nelle medesime situazioni/vicende ed imparare di riflesso ben di più di come non avrei fatto altrimenti già da solo/me' medesimo.

Quindi  non siamo qui per salire in cattedra ma per ascoltare ed ascoltarsi!

Dopotutto il problem solving è l'applicazione dei nostri modelli mentali di derivazione strettamente dalle comparazioni degli schemi concettuali del passato passati in vaglia ad una pseudo attività logico-riflessiva affinché una soluzione adattiva ci consenta di conseguire un obiettivo.

Apertura in questo senso aumenta le variabili in campo e si spera magari i casi di successo.

Ragion per cui le teorie del complotto fanno spesso riferimento al dividi ed impera ed all'alienazione che ne consegue in virtù di uno strumento di istupidimento/indebolimento di massa?

Probabile che vi sia un fondo di verità ma probabilmente l'informazione è solo il  primo passo verso il cambiamento il quale deve avere come punto di partenza sempre e solamente ciò che vi è di fondato e di reale senza mai fermarsi finendo per impantanarsi sul fondo limaccioso della rabbia e della frustrazione paralizzante e demoralizzante dei comportamenti a seguito dei pensieri deprimenti.

Il vero motore è la volontà umana; è essa che smuove le inerzie che si ergono come barriere per la crescita e non le pratiche che certi poteri forti e i loro deboli adepti applicano per non consentire il normale flusso della conoscenza intesa come formazione e non come informazione.

Il passo successivo è il far maturare un senso di responsabilità nelle persone nel loro pensare e nel loro agire responsabile istintivo che sia mosso dalla volontà di cambiare per migliorare per far si che l'esistenza non sia fine a se' stessa.

Di riflesso il sistema sa' solo produrre paralizzanti quanto passivizzanti sensi di colpa e de-responsabilizzazioni continue che traslano dai reali artefici a vittime sacrificali tutto in nome della morte degli individui di sana e buona volontà con annesso il loro tentativo di associazionismo, specie, quando temuto di divenire edificante per lo spirito e costruttivo nella dinamiche di reciproco aiuto dato dalla collaborazione e la cooperazione sociale.

Essendo cresciuto a pane e demoralizzazioni miste ad umiliazioni inerenti la volontà ne' so qualcosa sui meccanismi perversi quanto intrisi di ingiustizia pervasiva ed onnipresente; ma ahimè sono stato educato per illudermi che la volontà fosse tutto.

Circondato ancor oggi esclusivamente da quella forma di volontà da individualismo sfrenato che coltiva il proprio orticello fortunatamente ho mantenuto un'apertura mentale dalla quale se non ne consegue una sociale è solo a causa di un costume razzista e carico di pregiudizi di folte categorie che materializzano la loro colpa stigmatizzandola in chi ne' rappresenta, anzi che no, la soluzione.

Per essi, coloro che si muovono in questo senso sono di fatto i veri Anti-sociali e non si rendono conto che il loro agire massivo costituisce di fatto una cultura chiusa e superstiziosa poco incline al cambiamento fosse esso rivelazione proficua per l'intera comunità.

Ne risulta una società suddivisa per tribù anzi poco più che caste le quali ipocritamente non si definiscono tali.

Crescendo ho sviluppato quell'insana inettitudine che credeva che la volontà fosse sufficiente a sollevare il mondo se non altro almeno quello piccolo, ovvero: esclusivamente il mio.

E così è finita per essere un vano tentativo dispersivo di energie e forze buttate al vento per non dire nel cesso.

Può quindi la volontà farci riuscire in tutto ciò a cui la si applica?
coaching forza di volontà volontà
www.frasibelle.net





La risposta è: Temo di NO!






Senza quella degli altri l'individuo nella sua soggettività può poco o niente e prima o poi si troverà a farne presto i conti come viceversa vale analogamente lo stesso concetto di valore per le comunità sociali.

La volontà si asserve di energia la quale non potrà mai essere presente come una costante e la cui gaussiana spesso presenta anche repentini alti e bassi intervallati e seguiti da periodi di stabilità-equilibrio emotivo; basti pensare alle continue crisi di crescita.

 Ecco gli altri rappresentano la cura, il supporto necessario e irrinunciabile affinché possano essere superate quasi tutte le fasi che fanno parte del vissuto di ciascuno di noi.


coaching volontà
La volontà presenta sempre due vie: a) l'una in cui una volta perseguita e perseverata si consegue il proprio obiettivo il quale prima o poi è destinato ad esaurirsi mentre b) la seconda ci ricongiunge con gli altri e a loro fa' riferimento in cui possiamo sempre attenderci la caducità di ciò che conseguiremo ma potremo farne fronte poi con il reciproco aiuto;

mentre per la prima una sola via è possibile quella della solitudine e dell'egoismo facile preda dell'invidia e precursore dell'ignominia.

 

A prescindere che decidiate di allenarla, la volontà deve avere un giusto equilibrio tra noi e gli altri e non deve sforare mai in un mero atto di esibizionismo autoreferenziale; fortuna vuole che abbiamo sempre il libero arbitrio e stia a noi decidere per il nostro bene e quello comune.