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martedì 2 dicembre 2014

Problem solving e Formazione

coaching problem solving formazione

Qualche post fa' mi avventurai per il sentiero oscuro della riduzione di complessità concettuale spero senza essermi inalberato tra le fitte mangrovie delle resilienze di settore.

Ben nota tra le modalità-strategico-istruttive il problem solving è conosciuto come una tra le metodologie per generare apprendimento il quale è capace di stimolare nel discente un'attività di stampo riflessivo-progressiva in cui per approssimazioni il docente-formatore lo conduce alla risoluzione appunto di un problema per fissare un processo nella memoria.

Spero di averlo spiegato bene pena altrimenti la produzione di un paradosso bello e buono che a sua volta fa' poco solving ed aggiunge altri problem ai problemi.

L'instructional design annovera questa metodologia tra le strategie didattiche e ha sicuramente poche responsabilità rispetto alla riduzione della complessità del docente svolta a monte sul piano concettuale la quale dovrebbe presentare una siffatta letteratura il più possibile semplificata ed ottimizzata a livello di Usability.

Ecco perché probabilmente poi l'attività di problem solving rimane una strategia riposta nelle polverose soffitte delle dinamiche istruttive rimanendo di fatto una pratica per pochi ma non per tutti.

Detta diversamente non è il semplice percorso a risoluzioni progressive del problema a necessitare di design ma primariamente sono le risorse concettuali a dover essere trattate attraverso un'intensa attività di problem solving.

Invece spesso si incorre nella banalizzazione del processo che invece mira a tentar di far apprendere solo delle conoscenze che rimangono di per se' complesse e difficilmente interpretabili.

Nella formazione l'attività di problem solving invece attuata dal formatore competente in qualità di progettista-revisionista consiste in:

  • Valutazioni competenze in ingresso ed in uscita: soluzioni ai problemi tipici nella fase iniziale di valutazione delle competenze/ di ingresso atta a generare il conseguimento qualitativo dello svolgimento del percorso-processo formativo.
  • Verifiche della qualità dei prodotti formativi con correzione delle criticità: attività di confronto tra aspettativa attesa da parte dell'utenza e risultato conseguiti effettivi con valutazione delle criticità e conseguente intervento di correzione e ri-progettazione.
  • Valutazioni inerenti il rispetto degli standard e le convenzioni formative: necessarie nel momento in cui si palesino situazioni di non comprensibilità irrisolvibile per il conseguimento degli obiettivi formativi.
  • Livellamento expertise: posta in essere in itinere durante lo svolgimento del processo formativo per garantire una qualità differenziata senza creare disparità di valore tra i discenti.
  • Ottimizzazioni affordance piattaforme specifiche per la formazione: per i progettisti con competenze informatiche i quali possono modificare più capillarmente le piattaforme informatiche come ad esempio la sempre citata +Moodle per azioni sul processo formativo di stampo atomistico.
  • Tutoraggio: tracciatura problemi e ottimizzazione dei percorsi per raggiungere l'obiettivo, gestione della comunicazione e dei relativi registri.
  • Correzione tutorial: ottimizzazione ed implementazione progressiva per affinare per approssimazioni diacroniche e sincroniche  dei prodotti attraverso riscontro delle criticità-problemi ottenibili con i feedback dell'utenza.