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domenica 1 febbraio 2015

Filosofia della formazione: l'amicizia

Il senso dell'amicizia è da sempre uno dei miei temi + dibattuti per lo meno 'sentiti' nei miei lunghi monologhi interiori: ironia della sorte il destino mi ha rinnegato tale presenza-ricchezza nella mia vita.

Psicologia filosofia della formazione pedagogia educazione
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Sono giunto alla conclusione che a prescindere da quanto in essa investiamo scommettendoci il ritorno è sempre frutto della casualità e perché no diciamocelo pure di fortuna.

Gli amici non si scelgono a quanto pare un po' come i genitori che questa esistenza ha in serbo per noi visto che non sono fortunato in amore ne tanto meno nel gioco mi aspettavo una terza chance con l'amicizia ma si vede che la parola sfortuna fa da comune denominatore a tutti e tre gli aspetti della nostra vita che ho appena citato.

Tolto il gioco l'amore o affezione che dir si voglia se escludiamo la componente di genere è un sentimento potente capace di cambiare i nostri percorsi di formazione in meglio come di farli a brandelli ed ha un ruolo ben più che marginale che funge da cornice alle nostre esistenze tanto da essere così fondamentale che non è raro imbattersi in storie autobiografiche in cui i topoi sono scanditi a suon di partner e relazioni amicali.

L'amicizia come movente la si sente poco spesso citare mentre invece ritengo sia la scintilla in grado di accendere qualsiasi motore la cui energia sembra sopita anche da una provvisoria depressione che ingolfa l'animo.

Essa è capace di sostituirsi come di trasferirsi data la sua natura empatica supportandoci nella reciproca condivisione e rispettiva crescita. I soggetti in amicizia sono soliti consigliarsi liberi dalle dinamiche della gelosia e dell'invidia e delle tensioni tipiche dei rapporti di genere quando legati da relazioni sentimentali.

Il senso del tempo che subisce una deformazione quanto meno 'in fuori giri' atto a modificare se non spezzare il ripetersi monotono della quotidianità spesso non lo si avverte durante il carpe diem bensì è noto piuttosto nel momento in cui la solitudine oscura la nostra anima ricordandoci attraverso la malinconia dei ricordi quanto essi fossero azioni luminose prima di diventarlo e come fossero scorsi veloci rispetto ad adesso in cui nulla si smuove e tutto è immobile nel momento in cui si è rimasti soli con noi stessi.

Sicuramente è assai difficile porre a confronto prendendo a parametro l'intensità dell'amore carnale ed atavico con quello sublime dell'amicizia come è ancor più complicato scegliere quando la vita ci pone in una posizione di scelta forzata ora a favore dell'uno o dell'altro quando si presenta una squilibrio tra le parti o vi è dell'incomprensione.

Ciò non toglie che l'amicizia può essere 'per sempre' mentre spesso le relazioni uomo-donna no anzi entrambi sono suscettibili della medesima sorte ma mentre nella prima si ritiene possibile ad oggi la seconda la si considera già potenzialmente finita ancor prima che principi.

Perciò il tradimento dell'amicizia dovrebbe sortire effetti ben più devastanti sulla personalità oltre che essere più difficile da trovarsi rispetto alle famigerate e note prove d'amore; procedere per tentativi può essere frustrante su entrambi i fronti della sfera relazionale.

Eppure viviamo in un mondo sempre più basato sull'estetica delle relazioni e sulla loro effimera durevolezza basata su convinzioni mantenute piuttosto che sull'approfondire i rapporti maturando così nel tempo valori e modelli comportamentali sempre più adeguati ai contesti sociali.

I legami sempre più votati all'interesse finiscono per sortire un'amplificazione del depauperamento dei percorsi di crescita incrementando così il senso di smarrimento dato già dalle relazioni sentimentali basate su fugaci rapporti sessuali.

Quindi anche l'amicizia è dominata dal sentimento e può raggiungere intensità pari alle relazioni di genere e assume un'importanza di pari livello rispetto ad esse; anzi si potrebbe dire che sono completamento che arricchisce la vita stessa di coppia la quale si trova sia più sostenuta che scaricata dalle tensioni-frizioni tipiche di queste dinamiche attraverso i rapporti di matrice amicale.

Chissà se un buon sostegno per entrambi i partner può rappresentare un aiuto-coadiuvante sulla durata complessiva della relazione; quel che è certo che maggiori sono le relazioni di qualità che la circondano e migliore potrebbe essere la vita di coppia per lo meno sotto l'aspetto della solitudine la quale risulta necessariamente ridotta specie se intesa nella sua accezione più alienante.

Perciò non è certo un esagerazione sostenere che una percorso di formazione-esistenziale non può prescindere da entrambi i tipi di tipologie di relazioni che non si devono escludere a vicenda ne' danneggiarsi vicendevolmente reciprocamente ma affinché possano far conseguire un sano equilibrio psico-fisico per l'individuo è necessario che si integrino completandosi vicendevolmente.

In caso contrario è evidente che o incomberà uno status da mancanza o di profondo disagio psicologico....e ancor più certamente un percorso esistenziale ben più gramo se preso in esame dalla prospettiva assai pragmatica dell'intensità e del volume delle esperienze da poter fare/ necessarie.