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Però...c'è sempre un però....
Passano gli anni è la minaccia che si abbatte su di noi è la medesima che tra fatalismo ed una valanga di sospetti il complotto sia sempre pronto a castigarci, magari, fino ad ucciderci in nome della difesa dello status quo.
Ormai nel nostro paese di eroi e di campioni non ne nascono più..e non è neanche più il tempo dello 'straniero'....eppure lo sviluppo continua a risentirne piatto com'è divenuto e sempre in assenza di ossigeno...se non altro di materia prima ovvero senza: il denaro necessario.
E poi si ragiona di 'valore' altra parola infinitamente abusata mentre solo pensando a cosa abbiamo fatto storicamente appare assai chiaro che siamo con le spalle al muro impossibilitati a guardarci dietro, arresi a non farlo adesso e sicuri di non potersi certo permettere di volgerlo al futuro.
Magari almeno accorciando la prospettiva finissimo a guardare dove mettiamo i piedi...magari compiendo piccoli passi...progressivi ma pur sempre dignitosamente costruttivi.
So' che non consola ma non siamo gli unici ad aver deciso in nome della superstizione e dell'ottusità nel corso della propria linea storico/diacronica ma rimaniamo tra i pochi che continuano ad ostinarsi a farlo in nome del nulla che non porta alcun risultato.
Forse è venuto il momento che il cittadino italiano non si debba più cimentare in imprese ardite, in eroiche quanto nostalgiche azioni dal mito romantico e che finalmente possa fare affido in uno Stato non esclusivamente padrone ma sociale in cui se vi debba essere un valore da mettere alla berlina beh quella è proprio la superstizione.
Ovviamente la pesante eredita di aver fatto cadavere il talento beh quella ce la dovremmo portare dietro magari con coscienziosa consapevolezza e lucidità e maturata costruttività.
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