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lunedì 25 maggio 2015

Blog e commenti: aspetti positivi, costruttivi per l'utenza e l'autore

commenti blog blogger
Fonte Foto
Di solito si disquisisce in merito ai commenti pensando al coinvolgimento degli utenti sul proprio blog... più precisamente si è soliti pensare che se essi non riempiono lo spazio dedicato sotto ciascun post di testo trattasi di un Blog addirittura morto e defunto.

Ancora, l'altro aspetto per cui si valutano sono in merito alla loro gestione quando negativi. (e come dargli torto..)


Commenti e Utilità
A mio modo di vedere può trattarsi, anche, per lo meno nella nostra penisola dell'ennesima forma di superstizione e che è sempre bene valutare in quanto non è detto che l'argomento trattato dall'autore ne abbia bisogno come che i commenti, se presenti, servano a qualcosa.

Non voglio certo insinuare che essi non siano utili, anzi, generalizzando offrono quasi sempre una prospettiva ulteriore, un arricchimento e spesso approfondimenti tecnici.

Commenti e Formazione
La possibilità di aggiungere del testo-contenuto al di sotto di un post-contenuto offre al blog che è un media usato per fare prevalentemente formazione nel Web, o quando lo è, un potenziale intrinseco superiore a qualsiasi altra tipologia di media che sia sino ora mai esistito.

L'opportunità di confronto come di approfondimento può sfumare dal tono colloquiale sino a focalizzarsi sugli aspetti tecnici ed aggiungere valori aggiunti sia per le utenze che per l'autore stesso che ha prodotto il contenuto.

Soluzioni ai commenti spiacevoli
Spesso leggo di blogger che si prodigano in spiegazioni al quanto ardite per spiegare come divincolarsi dalle paludi limacciose di un cattivo commento (pubblico) ricevuto, le quali, stringono per altro per ovvie ragioni sul bon ton e sul senso di autocritica scevro possibilmente da deliri di onnisciente onnipotenza.

Ma a molti sfugge invece che la ricchezza intrinseca dei commenti vada tutelata non tanto pubblicamente (verso gli altri) ma verso se' stessi in qualità di autori se intesi come strumento di utilità ai fini delle proprie conoscenze che intendiamo maturare in qualità di blogger attraverso l'auto-formazione.

La conoscenza non è una fortezza inespugnabile
Essendo il sapere un'insieme di teorie come di concetti dovremmo riconoscere che oltre che ad esistere su questo pianeta sempre qualcuno che ne sa' più di noi (per nostra fortuna) abbiamo sempre qualcosa da imparare.

Pensare, perciò, che un blog vada oltre al narcisismo autoreferenziale non è più un'eventualità ma una chance!

Finalmente, anziché, dettare le proprie conoscenze l'approccio diviene dialogico ed è questo il fulcro anzi il giro di boa ove vi è la svolta nel campo della formazione ovvero nella forma di comunicazione generativa.

Ovviamente come in tutte le forme di quest'ultima sono contemplate le fenomenologie delle derive; con il tempo è responsabilità come abilità dell'autore sviluppare capacità atte a scongiurare o limitare tali esacerbazioni attraverso le risposte.

Commenti solo aspetti negativi?
Anche se mi piace fare il figo non sto' certo dicendo niente di nuovo quando asserisco che il dialogo ponendosi dalla parte/ruolo di colui "che sa' di non sapere" è sempre il migliore degli approcci; diciamo che è solo più elegante nella citazione.

Okkei...è vero ho solo rispolverato una soluzione sempre verde ciò che vi ho detto di nuovo invece è di fare leva sullo stimolare colui che vi attacca magari per puntare a ciò che di più ricco ha da offrirvi ovvero: una opportunità di crescita magari anche professionale.

Il dialogo Socratico ed i commenti
I dialoghi possono essere usati ora per confutare il commentatore ora per mettere in discussione attraverso un'attività di autocritica riflessiva se' stessi e le proprie teorie operato ed arrivare progressivamente a quella che gli antichi chiamavano la: "verità" che poi altro non è che il fine utile per tutti utenti ed autori.

...è quando si è aperti ad essa che non vi più alcuna 'cattiva figura' pubblica ne' privata specie per la propria stima professionale che è bene ricordare almeno in una piccola parte dovrebbe fare i conti con la nostra forma più intima di etica professionale.