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martedì 26 maggio 2015

Blog: storia dei media ed evoluzione della scrittura

blog blogging writing

Per anni durante i miei primi studi pedagogici tra virgolette universitari e stiamo parlando di un periodo jurassico si faceva un gran parlare sul potere dell'autobiografia sulla nostra mente-pensiero cognitivo facendo riferimento a quella forma di dialogo interiore tipica dell'essere umano.

In poche parole ciò che contraddistingue questa tipologia di attività riflessiva è il meccanismo di comprensione del proprio Se' attraverso il ripercorrere delle proprie esperienze esistenziali;

..ragion per cui il messaggio finale era esortare l'individuo a scrivere ancor prima di giungere al periodo dell'ultime riflessioni vista l'approssimarsi della fine delle propria parabola esistenziale iniziando a farlo sin dalla giovane età o per lo meno da quel momento in cui a seguito dello sviluppo psico-fisico il nostro cervello è in grado di sviluppare una capacità riflessiva sul proprio trascorso.

Storia dei media ed evoluzione della scrittura 
Per quanto la scienza ci offra delle valide coordinate in questo senso relative 'al quando iniziare' a scrivere sulla propria esistenza questa capacità sembra che possa accrescersi con la pratica-esercizio della scrittura.

Dopotutto il nostro pensiero ha avuto origine nella storia dell'umanità con l'avvento prima della scrittura e poi della stampa che citando Walter J. Ong ha consentito alla nostra mente di ripercorrere la nostra esistenza su una linea ideale raffigurante prima il passato poi il presente e poi a seguito il futuro potenziale seguendo appunto una consequenzialità non più astratta.

Prima fu' l'esteriorizzazione del pensiero attraverso la scrittura a costituire questa forma nuova di idealizzazione del tempo il quale si fece sempre più intimo intimo/interiore poi la stampa a renderlo replicabile e di diffusione di massa.

Scrittura: da processo passivo ad attivo e partecipativo
Oggi il blog trasforma sia la scrittura che il processo di lettura; la pubblicazione finalmente consente di uscire dalla mera alienazione del lettore che adesso può partecipare, commentare e collaborare alla costruzione della conoscenza attraverso, appunto, i contenuti.

Per converso anche l'autore è parte-ruolo attiva coinvolto com'è in questa relazione bidirezionale con l'utenza che si instaura attraverso questo media.

Il parallelismo quindi tra praticare del sano blogging e l'atavico autobiografismo è presto svelato e si incentra sul meccanismo auto-riflessivo ma la sua evoluzione perché è cosi che si può intendere il media blog svincolatosi della sua accezione intimistica porta questo processo ad un livello appunto superiore.

 Conclusioni 
Ecco perché un professionista dovrebbe scrivere in un blog, ovvero, sia per porsi criticamente dinanzi a se' stesso ed alle proprie riflessioni che per confrontarsi, soprattutto, con quelle collettive magari anche attraverso i commenti.

Lo specchio del proprio Se' non smette di offrire di rimando il proprio 'Io' ma attraverso il confronto magari il dibattito attraverso i commenti con l'utenza consente l'opportunità di uscire dalla rischiose dinamiche autoreferenziali involutive convertendole in evolutive.

Pensate anche agli errori professionali che potrebbero essere evitati, alle maggiori chance date dalla condivisione dalla quale spesse volte deriva collaborazione e cooperazione.

La scelta, quindi, si pone nuovamente in bilico sul crinale tra rimanere quelli che sono timorosi del cambiamento o coloro che tendono invece a conseguirlo ovvero tra quelli che fanno chiusura e quelli che invece sono 'Open'.