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martedì 21 luglio 2015

Ferie da blogger

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Pratica, disciplina, passione,insomma; che cos'è il blogging?

Forse una nuova tipologia di malattia contemporanea?

..Perché a giudicare da come viene tutelato è da considerarsi più un male del secolo che altro...

Ma bando alle polemiche...in questi giorni di caldo bollente non è certo un piacere sciogliersi dinanzi ad un computer magari appiccicati alla poltrona...in barba a chi sostiene che lavorare sedentario non faccia sudare.

In effetti non è proprio un granché....e, certo, torto non hanno quei blogger che adottano soluzioni originali per ovviare alla sofferenza...ehm...al problema; tipo quella che propone il mio carissimo collega blogger +Andrea Toxiri per la sua attività Online ..dopo essersi interrogato anch'egli in merito alla pausa estiva ed alla sua eventuale necessità.

La figura del blogger tra tecnica e competenze da umanista
Ovviamente ciascun autore ha la sua prospettiva perché per quanto dir si voglia sul fare il blogger questa attività trascende gli aspetti meramente tecnici per sforare in quelli creativi che richiedono tempi e ritmi propri, poco rigidi e approfittando della metafora Web direi, assai, liquidi.

La gestione di quest'ultimi perciò è dettata piuttosto dallo spirito creativo che va a rimpolpare quello tecnico meglio traducibile con quello che si è solito chiamare il praticare il mestiere per generare una figura piuttosto ibrida nel panorama delle professioni Web.

Insomma tutti questi giri di parole per sostenere soluzioni multiple per un lavoro che di univoco non ha niente se non la palese evidenza di usare il medesimo mezzo mediatico per comunicare.

Perciò quelle che seguiranno sono solo a titolo indicativo per meglio farvi addentrare nella mia dimensione-sfera professionale raccontandovi le scelte che adotto durante il periodo estivo.

La mia soluzione personale alla questione
Anziché fare una pausa dettata dalle stagioni tendo a rigenerarmi staccando dal piacere della scrittura quando ne sento il bisogno più precisamente quando mi rendo conto di aver esaurito la vena creativa o semplicemente la voglia di farlo.

Considero la scrittura al pari di una disciplina che nel mio caso è un equilibrio tra piacere e senso del dovere misto a responsabilità; d'estate se non sono preso da ferie meravigliose ed/o intraprendenti amanti sono solito dilazionale la produzione allentando i ritmi/ intensità che da quotidiani possono diradarsi sino ad un post ogni tre giorni e magari intervengo anche sul volume di scrittura ovvero sulla quantità di letteratura prodotta convertibile venialmente nel numero complessivo-totale di righe.

Nel mio caso mi piacerebbe parlare di orario di lavoro ma curare un blog mi comporta un coinvolgimento che si estende ben oltre i tempi canonici per intendersi all'italiana; ragion per cui è facile per me incombere in frequenti fasi di stallo e di crisi creativa.

Chi conosce tale fenomenologia sa bene che la perseveranza spesso non è sufficiente a superare le momentanee difficoltà ed a tal proposito una pausa riflessiva oltre che rigenerativa diviene oltretutto necessaria al pari di una cura.

Spesse volte l'introspezione è parte del processo, al pari del genio creativo in quanto è proprio dall'attività riflessiva che una da fase intimistica come quella del pensiero si passa alla catarsi della scrittura.

 CONCLUSIONI 

Perciò fate sempre e solamente come vi sentite! 

La scrittura che apprezzo di più per quel che mi riguarda è proprio quella che da innanzitutto voce all'anima dell'autore la cui priorità è stare bene con se' stesso e con il rapporto che instaura con ciò di cui scrive.

Siate liberi di pensare, di scrivere e mandare il vostro prezioso brain in pausa quando meglio credete!

Un autore-blogger libero è = ad un autore felice! (cit. WUD-Zone blog)