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venerdì 16 ottobre 2015

Imparare ad imparare

scienze della formazione studi umanistici
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'Imparare ad imparare' è un'attività che nell'arco di una vita compete un po' tutti sia che siano andati a scuola che ne abbiano fatto a meno.

La', fuori nel mondo, esistono tanti percorsi di apprendimento; diversi, quanti, sono gli individui che popolano questo pianeta e tutto ciò non può essere altro che affascinante...ma si sa' la vita poi è una questione di quotidianità e di cerchie sociali, ahimè assai ristrette, con opportunità parimenti centellinate.

Sotto intendo che poi alla fine dei conti anche nostro malgrado ci imbatteremo, comunque, ad intessere relazioni con soggetti e nella fattispecie con il proprio originale ed univoco tra virgolette 'metodo' che ha consentito loro di imparare ad imparare.

Ed è proprio facendo leva su questo aspetto che intendo focalizzare la mia critica sul sistema istruttivo attualmente vigente nel nostro paese ancora com'è, ovvero, ancora non in grado di sviluppare tale capacità.

Anzi a dirla tutta spesse volte i percorso di apprendimento per giunta si riducono ad una mera odissea da impresa mnemonica.

Per converso però è bene puntualizzare che anche coloro che hanno dovuto imparare tutto da soli non sono certo esenti dalla medesima criticità i quali appunto poi si dimostrano spesse volte totalmente asincopati e privi della capacità di imparare ad imparare proprio perché non hanno mai dovuto applicarsi propedeuticamente alla conoscenza dei saperi.

E' importante trasmettere, innanzitutto, un metodo per imparare ad imparare in quanto esso è:
rispetto delle regole, del linguaggio afferente una determinata tipologia di conoscenza, orientamento tra le definizioni come proporzionalità tra il plesso teorico e quello realmente applicabile sul piano pragmatico ma soprattutto sviluppa la capacità di decontestualizzazione, la quale, poi, consente al soggetto di apprendere in altri contesti ed eterogenei settori disciplinari.

Cosicché, alla prova dei fatti, chi ha imparato ad imparare è subito riscontrabile tra le persone di sana e buona volontà; egli dimostra comunque scolarizzato o meno la sua onestà nell'applicazione allo studio rispetto, invece ,a chi non sapendolo fare appunto dimostra di aver sempre e solo barato.

Direi una analisi quanto meno importante per un formatore che in primis durante la valutazione delle competenze in entrata ha l'incombente compito di valutare sin da subito i propri discenti per poi passare a selezionarli e poi in virtù di tale aspetto caratterizzante provvederà a dividerli debitamente in due categorie specifiche basilari: soggetti scolarizzati e non.