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giovedì 5 novembre 2015

Ecologia dei media e blog

ecologia dei media formazione comunicazione

L'argomento di questo post non vuol essere auto-referenziale ma appena appena auto-promozionale;
muove dall'interesse di indirizzarvi verso la formazione in materia di blogging.

Nonostante non sia concorde con tutti gli aspetti che concernono il web, per lo meno nel mio paese, sono ancora innamorato di questa tipologia di attività e cerco di fare il più possibile per coinvolgere nuovi blogger;

scrivo e-book, realizzo blog, offro consulenze e formazione gratuita a cadenza quasi quotidiana su questo canale.


Essere o non essere formatore
Oltretutto sono molte le persone a cui ho offerto il mio aiuto senza alcun compenso e se c'è un progetto che mi piace o che ritengo bisognoso e meritevole, certo non mi tiro indietro, anzi..

..sono sempre pronto e propositivo verso l'obiettivo e alla ricerca di nuove esperienze professionali come personali.


Formazione + comunicazione = blog
Ritengo che il blog oltre ad essere la più recente evoluzione mediatica sia la risorsa quanto preziosa risorsa per il settore delle scienze della formazione e la più utile e distribuita, nella fattispecie per le categorie socialmente meno fortunate e di rimando più escluse;

in questo senso è curioso e storicamente atipico come la 'a distanza' fisica crei una tale vicinanza intellettuale.

In un certo senso lo ritengo il vero e proprio anello di congiunzione/ ricettacolo tra la comunicazione e la formazione.

Quando apri questo blog la categoria principale di cui mi occupavo portavo il nome di Ecologia dei media, ricordo ancora, che mi piaceva definirmi 'ricercatore indipendente' in questo settore disciplinare;

presto, però, mi resi conto che non era ben compresa né come voce ai fini della navigazione né tanto meno dai motori di ricerca che funzionano in base alle ricerche degli utenti ed alle loro aspettative da soddisfare.


Ecologia dei media: non solo atteggiamento censorio 
Cosicché, fui costretto a cambiarla come nomenclatura pur non mutando la mia prospettiva di ricerca intesa come analisi e studio dei media e mi sono concentrato, così, sui blog;

difatti ciò che concerne la disciplina è indagare sulla tipologia di relazioni che questi sviluppano sul genere umano analizzandone le implicazioni al fine di tutelarli dai rischi senza fare inutili terrorismi poiché la contropartita si occupa, invece, di enfatizzarne gli aspetti positivi e peculiari.

Non potendo arrestare il progresso è quasi una sorta di riflesso condizionato che l'umanità deve fare al pari di altre realtà ineludibili insite nella nostra natura che inevitabilmente, potrebbero altrimenti, sforare nel caos o nella censura addirittura predittiva o di stampo preterintenzionale.


Il mio contributo alla ricerca
Ad ogni modo nel mio piccolo non sento di aver fatto niente di speciale se non di aver condotto a livello empirico la mia personale attività di approfondimento come in linea teorica la mia specializzazione dovrebbe autorizzarmi a fare, specie, se poi, non sostenuta da niente e da nessuno.

Poi però subentra la passione che, invece, aiuta a fare le cose piacevolmente accusandone meno il peso e si spera di poterle trasmettere con la medesima energia e calore, nonché, colore;

...in questo senso spero di aver fatto di meglio di un freddo manuale accademico pur riconoscendomi la pazienza che necessita una creatura-prodotto (il blog) in divenire, ma anche, il potenziale intrinseco che errori a parte essa incarna.


 CONCLUSIONI 
Insomma, ad oggi giorno, diffiderei di chi, paradossalmente, millanta essere specialista in ecologia dei media e poi per fare formazione - comunicazione sulla propria letteratura ancora si affida a manuali e siti web dedicati..

..basta una semplice deduzione logica per domandarsi come possa colui che non usa - manipola i media poterne disquisirne, poi, rischi e potenzialità?

E magari coprire, pure, importanti cariche istituzionali.

Polemiche a parte, mi sento di chiudere con una frase ad effetto, magari, poetica:
"Non per noia, ne' per coscienza ho agito se non per l'amore della ricerca