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venerdì 20 novembre 2015

Perché la formazione è allergica alle tecnologie

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Taluni umanisti, vedono la tecnologia al pari di un serpente che si insinua nelle proprie vite, per lo meno pubblicamente, durante le loro orazioni non mancano di manifestare tali ansietà, quasi sempre, seguite da promettenti, quanto inquietanti, prospettive future.

Umanisti nonsense
L'ansietà regna sovrana nei loro cuori sino a farli negare di tutto: dai robot da cucina ai rasoi elettrici, navigatori automotive e quant'altro abbia a che fare con l'entità malvagia, la tecnologia, che prima o poi ci dominerà tutti in maniera inevitabile.

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Perciò, se inciamperete, su qualche soggetto dalla barba lunga ed incolta, i capelli non fatti, la polvere sui vestiti e che arriva sempre tardi agli appuntamenti non arrabbiatevi trattasi solo di esempi di pura e totale coerenza, sono gli umanisti apocalittici e disintegrati.

Diceva giustamente il vate Marshall McLuhan che costoro avrebbero potuto circolare tranquillamente per mezzo di autovetture sprovviste di ruote, come esempio, di perfetto integralismo - fondamentalista.

Del resto come non cedere alle proprie convinzioni al manifestarsi di tali effetti speciali ed abbandonandosi così al lato oscuro di ciò che rappresenta l'evoluzione tecnologica nella storia dell'umanità?


La finta propaganda umanista
Un umanista non obiettivo è una bella contraddizione in termini...ma la formazione si sa' è un malaffare e al pari della politica, oggigiorno docenti, baroni e baronetti hanno preso da un bel po' di tempo l'abitudine a parlare per slogan, cosicché, se da una parte vi è un promotore della tecnologia e dei suoi vantaggi dall'altra a far da immediato contraltare vi è quasi sempre l'immancabile oppositore che ne elucubra solo difetti e danni; l'altrimenti detto 'quello originale'.

Insomma, parlano per spot e molte volte non sanno neanche perché; abbracciano l'una o l'altra teoria purché ve ne sia una libera e ne fanno un cavallo da battaglia quanto più verosimile e pubblicamente accettabile.


L'importanza dell'Ecologia dei media
E' possibile convincervi dell'inutilità forse di respirare o di mangiare senza essere presi per pazzi?

La tecnologia per quanto pervasiva, è aspetto integrante, della nostra esistenza-civiltà, la quale, si è evoluta tramite un rapporto di interdipendenza imprescindibile.

Potremmo riavvolgere il nastro e probabilmente per taluni versi saremo costretti a farlo ma con quali garanzie non faremo leva su ulteriori ed innovative tecnologie per sfangarla?

Le domande che si dipanano dalla questione sono innumerevoli ma conducono tutte ad un unico punto fermo; che, i rapporti di interazione con la tecnologia necessitano di una approccio critico e quanto più aperto sino ai limiti liquidi dell'etica contemporanea.



 CONCLUSIONI 
La propaganda è una dialettica politica che non può che comportare, gioco forza, alle tante conseguenze decantate proprio dagli apocalittici che non fanno altro che scongiurare tramite le loro pantomime; oltretutto così poco difese dall'opposizione degli integrati.

Da questa speculazione ne può derivare un ambiguo, quanto pericoloso risultato che è quello di generare una filosofia circolare distruttiva, anziché, edificante e costruttiva.

Ecco smascherata la ragione profonda di questo sordido, quanto losco stratagemma, ovvero, di porre in essere le causanti per poter poi sopravvivere all'infinito alle spalle delle macerie non solo potenziali di questa inutile condotta.

Perciò è l'ora di procedere con intelligenza e matura lucidità, prima che si realizzi questo disegno, attraverso il continuo perpetuarsi delle loro azioni che aggiungo; oltretutto, è figlio solo di ragioni puramente d'interesse autoreferenziale e prettamente veniale.

Dovremmo iniziare a scegliere chi sviluppa quadri e cornici teoriche nelle quali inserire credenze e paradigmi, nella fattispecie di stampo umanista, al pari di chi dovrebbe amministrarci con l'idea di farlo per il bene e nell'interesse della collettività.

Questa per me è: la vera democrazia!