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lunedì 23 novembre 2015

Valentino Rossi Jorge Lorenzo Marc Marquez eterna diatriba?

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Fonte foto

Ho aspettato che si stemperasse un pochino l'atmosfera 'pesa' con l'intento di far diradare la nebbia data dai furori della rabbia e dal risentimento, inevitabili, a seguito dell'aver assistito ad un evento di fama mondiale conclusosi com'è tristemente noto.

Anche se, dopo i recenti e drammatici eventi, sono inevitabilmente di piccola importanza essendo solo una gara di moto di un campionato corso da star oltretutto di levatura miliardaria;

..nonostante tutto però sono un gran appassionato di motociclismo e a prescindere dall'avere delle simpatie ed a mia volta un beniamino cercherò di esprimere un parere quanto meno oggettivo, se non obiettivo, per l'amore che nutro verso questo sport da quando sono bambino.

La moto a differenza di altra specialità dedite alla velocità ritengo crei una empatia particolare proprio con i motociclisti; i quali, instaurano un rapporto completamento diverso dai piloti di autovetture.

Ovviamente non esiste una netta dicotomia; si può essere tifosi di entrambe le discipline a due e quattro ruote e per giunta all'insegna della sportività;

diciamo che questa è la mia versione e che con molta probabilità una volta riletta finirò di convincermene al pari di molti pezzi anche di penne famose che ho letto in merito alla questione. (prendetela al pari della 'versione di Antonio Lcn')

Formula uno e motociclismo due mondi differenti
Non sto certo dicendo che anche le auto non celebrino il mito della velocità ma che il rapporto di interazione tra i due mezzi è differente al punto tale da generare due diverse tipologie di tifoserie, le quali, di riflesso si attendono diversi modi di interpretare le gare da parte dei corridore e certamente un altro o tutt'altro modo di fare strategia se messe a confronto.

E' sempre stato così lo dice la storia, chissà, forse perché la formula uno è più vicina agli automobilisti più di quanto le moto che, invece, appartengono, appunto, ad una nicchia più ristretta dell'utenza stradale ovvero i motociclisti.

Quest'ultimi da sempre indicati come appartenenti ad un mondo diverso sicuramente non  regolato dalle medesime leggi del codice stradale, quando "diversamente interpretate"; eppure da sempre pervasi da una indomita forma di rispetto per l'onore, quello in strada tanto in pista del vincere od essere battuti con leale superiorità quella del sorpasso tanto da essere etichettati con la frase storica se non retorica: "motociclisti, strana gente"

Diversi, invece, parrebbero coloro che si identificano con il polemico mondo delle autovetture in cui i biscotti si sprecano al pari dei litigi al semaforo ed i raggiri delle assicurazioni in cui il mondo da sogno è un paradiso patinato di donne succinte in box scintillanti in cui è riposta l'autovettura dei propri sogni e desideri.

Insomma, tutto diverso il mondo quello della formula uno ma non così casuale fatto com'è ad immagine e somiglianza delle fantasie inconsce cliché dell'uomo anzi il maschio addirittura a livello mondiale, automobilista quotidiano, pilota esso stesso di veicoli a quattro ruote con cui sperimentare la velocità che ad essere obbiettivi spesse volte non è certo questione di mero coraggio...ma di opportunismo.

Due tipi di fototipi diversi, due tipologie di tifoserie con ben poco in comune se non la passione ma sentita in due modi differenti;

inutile dire che le polemiche mediatiche di questi giorni li hanno accomunati come non si era visto mai all'ombra di uno spettacolo a dir poco imbarazzante in cui la storia del motociclismo fatta da sempre in nome dell'onore e coraggio è evaporata dinanzi alla messa in atto di eventi simbolo di una motoGP probabilmente cambiata e per sempre!


La motoGP com'è diventata
Da tutto ciò vi è un'unica certezza, quella di non tornare più indietro!

Una nuova era è appena cominciata, liberatasi di quelle ipocrisie e favoritismi durati anni si è fatta esplicita in nome della più completa sfacciataggine ai servizi del losco quanto poco onorevole raggiro.


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Valentino Rossi Jorge Lorenzo e Marc Marquez: chi lo sconfitto?
Quindi fatte le dovute premesse per celebrare entrambi gli sport deputati alla velocità tra i tre celeberrimi piloti della motoGp chi ha perso?

Sicuramente il motociclismo che ha fatto per anni nella storia dell'onore la sua unica portabandiera; anche se, ormai, era sempre più celata da anni dall'onnipresente ipocrisia degli interessi politico-economici; ma sopratutto, ciò che è più preoccupante, è il messaggio passato,ovvero, quello che, infine, ha vinto:

"Ad uscirne sconfitta è l'etica dello sport in favore di un messaggio forte e chiaro in cui oggi giorno si può vincere rubando il talento altrui con l'inganno e gioirne facendola franca uscendone oltretutto ricchi e pienamente soddisfatti di ciò che si è fatto ovvero dell'essere riusciti a trionfare se non tramite, appunto: raggiro

Da oggi alla voce 'antisportivo' troveremo: gran premio motociclismo motoGP anno 2015.

Pur reo della tematica all'apparenza non proprio confacente a questo blog trattandosi, bensì, di una divagazione sul tema della formazione con spunti umanistici, vi auguro, una settimana all'insegna della sportività;

buon lunedì