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sabato 26 dicembre 2015

Togliere i limiti di età nella formazione

formazione educazione degli adulti scienze della formazione studi umanistici

Tra le idiosincrasie della formazione che proprio non riesco a mandare giù c'è quella del limite d'età per l'accesso all'istruzione, ai concorsi e quant'altro compresi i famigerati sistemi di selezione a numero chiuso.

Idiosincrasie classiste della formazione
Quest'anno sarà il 2016 ed ancora resistono queste tipologie di selezioni all'ingresso;
ovvero, forme "altre" di razzismo e di esclusivismo sociale di natura classista resistenti e resilienti nel tempo, nonostante, sia ben chiaro che a prescindere dalla strada scelta ben pochi con le loro solo forze riusciranno a raggiungere l'obiettivo prefissatosi ad inizio carriera.

So bene che piangere è inutile e fastidioso e che stiamo assistendo inermi ad un inversione di tendenza che mira alla progressiva perdita di tutti i diritti,

ma, per il bene del nostro futuro ritengo di basilare importanza la necessità di offrire la scelta/libero arbitrio per lo meno in senso costruttivo a ciò che si desidera fare nella vita o del nostro percorso esistenziale.

Rispettare il Lifelong learning
Ma so' anche meglio che la mia opinione conta anche meno e che, invece, ciò che dovrebbe essere di nostro interesse nella formazione è rispettare la prospettiva europea del lifelong learning il quale non deve rimanere un semplice slogan, bensì un monito, da tenere sempre ben presente come rispetto della persona e del suo diritto ad apprendere per l'intero arco esistenziale.

Domande senza risposta che violano i diritti all'apprendimento
Dopotutto perché mai non dovremmo rispettare la vita intesa 'come possibilità tesa al cambiamento' e perciò, come mutazione in corso d'opera delle proprie ispirazioni e decisioni/scelte esistenziali?

Come ricerca verso ciò che meglio ci soddisfa e di riflesso è valore per la comunità?

Perché bisogna precludere solo ad alcuni per l'avvantaggio di altri?


Esemplificando,
I crediti universitari CFU avrebbero dovuto garantire una politica di 'apertura dei saperi' non la garanzia di debiti e chiusure di conseguenza della carriere in cui i percorsi di studio sono solo vincolati dai consigli di ateneo, oltretutto, che si fanno leggi e leggine non universali e per conto proprio.

Addirittura nella mia città a Firenze uno studente di Psicologia senza avere alcuna nozione di scienze della formazione può fare la laurea magistrale in quest'ultima anche sono per sport mentre viceversa sono ben 60 CFU di debito,

come se un adulto con formazione umanistica (e  svariati esami in psicologia sostenuti) non abbia ancora le idee ben chiare e poco serie in merito a ciò che desidera fare nella vita,

insomma la cultura non può essere una questione tra caste e se così dev'essere almeno si spazzi via questa coltre di ipocrisia, cosicché, le persone possano decidere per il proprio futuro senza perdere tempo e senza essere raggirate;

ad oggi, tutto ciò, è inaccettabile!



Per i miscredenti e gli scettici
life long learning educazione continua degli aduli

..Si sa' non mancano mai all'appello..

..e sono pure convinto che troverebbero un motivo per dire che non li riguarda e non è problema/affar loro;

temo che non abbiate mai pensato all'eventualità del tutto remota che la salute sia un bene prezioso e che la possiate perdere da un momento all'altro, vero?

Dovesse sventuratamente accadervi, cosa fareste, se nel momento in cui dovreste sopravvivere tornati a ciò che desideravate fare il 'limite di tempo' a vostra disposizione fosse scaduto?

E se quella è l'unica cosa che sapete fare o avete voglia di fare senza alternative?