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martedì 1 dicembre 2015

Formare o educare differenze

Studi Umanistici scienze della formazione formazione life long learning educazione degli adulti educazione


Chiunque di noi, temo abbia avuto a che fare almeno una volta nelle vita con un percorso di educazione o con uno di formazione, se non entrambi, magari, contemporaneamente.

Eppure questa sottile distinzione si tratta spesso dove si formano i futuri specialisti in Scienze della formazione proprio nel mentre li si educano ad una sorta di deontologia sensibile alla differenze che corrono tra questi aspetti diversi dei processi di apprendimento -istruttivi - addestrativi.



"Ma esiste una differenza tra formare ed educare?


Tecnicamente e accademicamente alla formazione è imputato il compito-obiettivo di far assumere una presunta "forma" ad adulti pseudo consenzienti, mentre, invece, all'educazione quello di far assimilare più o meno passivamente modelli a figure in età giovanile preferibilmente in quell'arco di tempo che dall'infanzia giunge sino all'età adulta.

Tanto per far capire la profondità di azione dell'educazione, basti pensare, alle religioni ed al loro modo di penetrare nelle giovani menti in età in cui non hanno, certo, raggiunto la maturità di scegliere e quanto meno decidere il proprio orientamento religioso-credo.


Il rapporto di interdipendenza tra educazione e formazione
Eppure l'una non può vivere senza l'altra per lo meno in teoria difatti non mancano esempi di formazione che io definisco a prescindere i cui risultati sono superiori di chi invece ha seguito percorsi altamente formalizzati.

I pedagogisti nostrani sono soliti mettere a fuoco la natura impositiva dei processi educativi ma poco si occupano rispetto alle dinamiche formative sollevando, così, poche se non nulle critiche rispetto al quadro complessivo e qualitativo.

Invece, secondo la prospettiva del 'lifelong learning' l'eduzione e la formazione sono aspetti interdipendenti per il corretto sviluppo individuale nel segno della piena soddisfazione emotivo personale e professionale che intercorre per tutta la durata della parabola esistenziale.


La multi-trans-disciplinarietà panacea di tutti i problemi
Ma la nostra cultura continua a ragionare a comparti stagni e non attraverso un approccio multidisciplinare dimenticandosi, anche, che in passato le menti tra le più grandi ed illuminate hanno sempre fatto il contrario.

Sicché a mio modo di vedere non vi è proprio più niente di aggiungere alle definizioni di ambedue le specialità, oltretutto, già abbondantemente sostenute da ben salde radici di derivazione etimologica, bensì, intervenire sull'approccio con cui esse vengono messe in atto e che oramai risente di un obsolescenza culturale tra il patetico, l'anacronistico e l'assenza totale di alcuna chance a livello competitivo manco relativo (europeo).

Soluzioni ci vogliono soluzioni.... quante volte dinanzi ai problemi ce lo siamo sentiti dire..,eppure, adesso, ci sono e nessuno sembra volerle volutamente ascoltarle, oramai, da molto tempo.



 CONCLUSIONI 
Le scuole, gli istituti sembrano pervase solo ed unicamente dallo spirito all'insegna del tecnicismo imperante e sono saturi, oramai unicamente, di tecnocrati sempre pronti a misurare a suon di statistiche e freddi numeri ogni variazione umanistica su qualsiasi aspetto della natura umana.

Ma si sa' descrivere la tecnica è quanto di più freddo ci possa essere e specie in questi due settori si corre il rischio di trascurare l'aspetto più importante e saliente dei processi di apprendimento ovvero il piacere.