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martedì 19 gennaio 2016

I borderline della formazione

Lo so' usare una terminologia psichiatrica per introdurre un tema come quello che ho intenzione di trattare quest'oggi è una scelta un po' forte;

però, non posso certo esimermi, da presentare diversamente le scelte di taluni professionisti come atti di coraggio posti ai limiti del fare "normale" del proprio settore professionale.

formatore comunicatore blog

Poi c'è dell'altro, ovvero, che questi limiti, spesse volte, sono posti tra zone di confine pionieristiche di due o anche più, diversi settori professionali.

Comunicazione e Formazione: gemelli diversi
Nella fattispecie, faccio riferimento a quello della formazione e della comunicazione premettendo a ragion veduta per i più maliziosi che non li ho posti per ordine di importanza come non farei alludendo al cinema definito come la settima arte.

Formazione e Comunicazione così vicine così lontane
Fatta la dovuta precisazione quel velo di criptico sin ora manifesto per dovere della sintesi svanisce dietro una spiegazione assai semplice che dibattei già tempo fa' a suo tempo sulla questione inerente le Scienze della Formazione e la divisione interna in ambito accademico a Firenze tra i due settori appena citati.

Anziché complementari..il paradosso
A dir loro la comunicazione è superiore alla formazione e di rimpiattino la formazione risponde la medesima presunzione con il risultato dell'ergersi del famigerato e consuetudinario muro che di riflesso genera due settori separati ed a tenuta stagna in cui, anziché generare crescita e condivisione reciproca danno, dunque, origine ad una politica dello sberleffo e del reciproco sminuirsi.

Tant'è, che ancora oggi la medesima istituzione ha generato due diversi corsi di laurea magistrale quello in educazione degli adulti e quello ben scisso della comunicazione

Vi è anche dell'altro, ovvero, quella letteratura assai contestabile e discutibile che fa' della comunicazione generativa un ambito scisso dalla formazione e a se' stante come un'isola che non c'è (che approfondiremo in seguito)


Esiste un professionista famoso e noto che risolve la questione?
Detto questo, i tempi son maturi per presentare il 'personaggio fonte di inspirazione' per questa post che poi altro non è che una presentazione di altri post a venire che si susseguiranno sul tema della comunicazione e della formazione.


Non solo equilibrio ma capacità/coraggio di spingersi oltre
formazione comunicazione scienze della formazione rudy bandieraSarà chiaro, quindi, oramai che non alludo intendere alla terminologia medica per usare il termine borderline come disturbo, bensì, come una ricchezza e la uso quando penso a quei professionisti che si spingono oltre i limiti che il conformismo dei propri settori professionali impongono ma che soprattutto per farlo usano quadri concettuali e teorici suffragati da risultati oggettivi e che si avvalgono di strumenti mediatici di questo secolo per comunicarli ed erogarli.

Il giro di boa
"Inoltre, svolgono la professione con abilità e maestria ora di comunicatore ora di formatore e viceversa la quale è posta in perenne equilibrio instabile sulla medesima linea labile di confine e concomitante tra i due "diversi" settori professionali

Insomma, fanno formazione e per farla usano il blog quello strumento che spesse volte ho definito con rispetto ed entusiasmo "bipolare" per la sua schizofrenica azione posta al limite tra autore e utenza, tra contenuto e commenti che ha cambiato per sempre la comunicazione 'uno verso molti' rendendola per converso 'molti verso uno',

da unidirezionale a bidirezionale/ multi-direzionale.

-Ebbene, chi è il professionista "borderline" della formazione in cui vedo la prima incarnazione della sintesi tra la comunicazione e la formazione?

Chi è il comunicatore, chi il formatore?
Parlo di  +Rudy Bandiera e avrò modo di giustificarlo nei prossimi post;

formazione comunicazione formatore comunicatore mostri

..per il momento mi limito a dire che quando parlo di formatori che si avvalgono dell'ausilio degli attuali strumenti di comunicazione mediatici come il web 3.0 ed il blog ad esso rimediato per fare comunicazione e viceversa intendo professionisti che sviluppano questa tipologia online di 'saper fare', oltretutto, giustificata dalla letteratura presente nei loro blog.

E sarà proprio quest'ultimo l'argomento di analisi dei prossimi post su +Rudy Bandiera (ne ho in serbo due: uno sulla condivisione e l'altro se me la concede, magari, un'intervista)

Invece, per chi pensa a questo post come una ruffianata; si sbaglia di grosso!

Perciò, state tuned! 

Un bel po' di letteratura a giustificare com'è d'uso, su questo canale, succederà, presto, questo post.


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