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martedì 12 gennaio 2016

Il futuro della formazione è già adesso

realtà virtuale rudy bandiera
Fonte foto
Tempi duri per la formazione
Molti formatori e progettisti della formazione hanno difficoltà ad uscire dalla propria "confort zone" e tutto ciò non è certo biasimabile se analizzato alla luce dell'attuale stato dell'arte in cui imperversa il settore.

La crisi alla fine stanca, eppoi, sentire tutti i giorni la medesima litania non è certo il massimo per stimolare la convinzione.

Un oscuro scrutare
Personal branding, perseveranza, autostima e fiducia paiono puntini all'orizzonte o frutto di una memoria sempre più lontana e se anche i media ci dicono che le cose vanno diversamente è sempre più difficile trovare dentro di noi quella forza ed energia necessaria per cambiare, mettersi in gioco e magari anche divenire sempre più capaci e competenti.

..e ancora esistono gli apocalittici e gli integrati
La tecnologia, poi, è sempre stata demonizzata;

sin dalle profetiche osservazioni/riflessioni (giuste) di Umberto Eco all'epoca degli apocalittici e degli integrati alle analisi critiche odierne, il confine tra l'essere dominati e dominarla, è, a ragion veduta, assai labile e sottile.

Eppure, è innegabile che essa abbia portato innumerevoli vantaggi alla nostra vita ed alla qualità della stessa;
tant'è che adesso, per esempio, non potrei certo disporre dello strumento (il blog) che sto' adoperando in questo momento, il quale, oltre a rendere possibile la mia comunicazione poi la può convertire addirittura in formazione.

No non è il 'Tagliaerbe' di Stephen King


Ancora eppure, qualche giorno fa' leggevo questo interessantissimo post di +Rudy Bandiera sull'imminente ed immanente futuro della realtà virtuale dal titolo profetico "non cliccheremo su dei link ancora per molto"

Dico profetico con quella punta di invidia per aver trovato un titolo migliore del mio, che, oltretutto, a dire il vero non è né fresco né originale..

"..perché, in verità, l'autore ha idee ben salde nel presente e una visione proiettata sul futuro che non ha certo bisogno della mia presentazione e non fa' altro che dare delle importanti anticipazioni per i tempi assai prossimi venturi.


Evito di ripetervi ciò che la fonte ha già scritto che è già esaustivo e merita d'esser letto;
mentre, è mio interesse, soffermarmi sull'immaginare le implicazioni e gli ipotetici quanto potenziali scenari futuri che una tale evoluzione tecnologica potrà avere sul settore della formazione.


Gli effetti sulla formazione del futuro..ehm del presente
Come questa tecnologia virtuale riuscirà a modificare le dinamiche addestrative, istruttive e simulative e quanto i percorsi ed i processi di apprendimento saranno alleggeriti attraverso le nuove modalità di simulazione.

L'acquolina poi si tramuta in salivazione quando pendo alle infinite possibilità di attuare azioni sul processo formativo direttamente just in time.

Inoltre, sino a che punto, le nostre modalità di apprendimento, attraverso l'emulazione, sostituiranno quelle teoriche e quanto la nostra presenza fisica diverrà necessaria, affinché, un processo sia ritenuto paritetico a quelli di stampo tradizionale, ovvero: in presenza?

La voce del verbo 'simulare' non esisterà più
Domande, dubbi, speranze, curiosità suggestive, perplessità, fascinazione perversa per scenari immaginifici si fondono tutti insieme in una sorta di caleidoscopio emozionale in cui dare una risposta sarà possibile solo a posteriori quando essa sarà divenuta tecnologia affermata, stabile e condizionante al punto tale da divenire, in questo specifico caso: immersiva.

Magari questa volta rispetto alle precedenti innovazioni capaci di modificare l'ecologia dei media c'è solo da stabilire quanto essa anziché essere pervasiva diverrà invasiva, se esisteranno ancora questi indicatori o diverrà la realtà stessa.