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martedì 9 febbraio 2016

I comportamenti visuali dell'utenza web nelle navigazioni online

web usability linee guida best practice

Proprio ieri mi sono espresso in merito allo scrivere-recuperare i grandi classici della Web Usability più precisamente dell'era agli albori di internet per traslitterarli ai giorni d'oggi in pieno web 3.0 un po' per passione e un bel po' tanto perché li considero ancora attuali,

appunto, in quanto "classici che poi classici non sono"

'Eyetracking Web Usability siti che catturano lo sguardo' è un testo assai importante in quanto comprova le linee guida e le best practice con l'ausilio di uno strumento tecnologico capace di scansionare e tracciare/ mappare l'attività oculare dell'utenza durante le navigazioni online.

Cercherò di far parlare semplicemente il testo limitandomi ai punti salienti nel tentativo di non sciupare ciò che qualcuno ben più esperto di me ha già prodotto, ovvero: l'autore.

Per questa ragione prima di procedere con la seconda parte della recensione mi soffermo sul Capitolo numero 8 del testo.

Inquinare la letteratura di questa parte del manuale è pressoché impossibile data la qualità delle nozioni che contiene, quindi, non posso redimermi dall'esortarvi perlomeno alla lettura della parte conclusiva del testo per conoscere tutte le linee guida sulla Web Usability;

mentre, mi limito a riportare il punto conclusivo a cui esse convergono, ossia che è di fondamentale importanza tenere sempre presente in materia di progettazione e di uso del Web che:

"l'utente clicca qualcosa solo dopo averlo guardato e che quindi per ottenere dei click bisogna prima attirare-catturare il suo sguardo/ Attenzione!


Perciò è bene tenere presente che il web designer progetta e realizza layout/pagine in un'ecosistema altamente competitivo ai fini della cattura e della manipolazione dell'attenzione la quale è perennemente divisa e tentata dalla lotta per la scelta seduttiva che è in atto tra i contenuti utili alla navigazione e quelli per il sostentamento come la pubblicità esterna e l'auto-promozione interna (esemplificando: i banner).

Un 'click' è l'obiettivo degli web designer e di chi detiene la propria attività online e lo sguardo lo precede quasi sempre;

perciò, bisogna ragionare nell'ordine d'idee delle fissazioni oculari che altro non sono che:

"dove l'occhio va ad osservare!


Perché leggere questo testo-manuale?

Perché, attraverso i dati statistici espressi in percentuale è possibile districarsi tra i valori importanti riferiti a dove gli utenti guardano e dove con molta probabilità, anziché, affidarvi alle predizioni in astrazione potrete contare su basi empiriche ben più solide oltre che euristiche per fare le vostre scelte e trasformare quella data zona della pagina in un risultato convertibile in una navigazione efficacie ed efficiente ed una buona promozione intrinseca.

I comportamenti visuali dell'utente Web
Ricordatevi sempre che un utente se non troverà ciò che vuole è come se fosse dinanzi ad un bivio in cui le direzioni da prendere sono o a) abbandonare la pagina o b) proseguire la ricerca nel vostro sito-blog-attività online.

"Direi che equivale, in latri termini, a porlo comunque dinanzi ad una scelta e per contro in una situazione, assai, critica


E cosa accade dopo?
Un sito non usabile comporta inevitabilmente che l'utente lo abbandoni e se ne vada.

Ma possono esserci anche delle casistiche, non rare, in cui, invece, per varie motivazioni sceglie di proseguire e persistere per trovare ciò che vuole. (normalmente è perché è certo che il sito-blog riuscirà a soddisfare la propria aspettativa e che quindi dispone di ciò che cerca/ ha bisogno)


J.Nielsen ci ricorda quanto sia facile che una volta abbandonato il nostro sito-blog la concorrenza possa avere la meglio, se ciò che intendete offrire, risulta all'atto pratico dell'attività di navigazione non facilmente raggiungibile;

"per l'utenza anche se fosse la risorsa migliore del Web è impossibile desiderare ciò che non si vede (lontano dagli occhi, lontano dal cuore)


Il 'tasto X' del browser è sempre in agguato ed offre una scelta papabile di un'immediatezza fulminea.

A costo di essere ripetitivo la 'funzione Cerca' (Ricerca) rivendica nuovamente la propria importanza sia come faro che conduce ai vostri prodotti che come soluzione alle pagine affollate del vostro sito-blog.

Anche la 'Sitemap' se la gioca a vostro favore, perciò, non ne sottovaluterei la non presenza.


I punti saliente sul perché gli utenti restano sulle pagine scadenti (pag.374 del manuale)

  • Consigliata da una fonte di fiducia

  • Google: suggerimenti nelle SERP (pagine di ricerca)

  • Sito-Brand-Marchio con una buona reputazione

  • Sito con già un'aurea di credibilità

  • Necessità e bisogno che solo quel sito può assolvere e risolvere senza alcuna alternativa concorrente


I comportamenti visuali dell'utenza online 

I comportamenti visuali si suddividono in esame esaustivo, esplorazione necessaria ed esplorazione desiderata.

  • esame esaustivo quando l'utente guarda ripetutamente un layout perché non lo comprende alla ricerca di una soluzione e che equivale al generare stress e frustrazione;

    in questo caso ottenere più fissazioni non sono un buon segno
  • esplorazione necessaria pochi sguardi che corrispondono ai passaggi necessari per conseguire l'obiettivo di navigazione:

    non genera stress ne' frustrazione; in questo caso più fissazioni anche se dovrebbero essere sempre ridotte all'essenziale ed un eccesso non sono mai un bene è comunque una prassi-processo necessario
  • esplorazione desiderata fissazioni multiple e ripetute anche in una sola zona per puro piacere;

    anche se le fissazioni (punti dove si focalizza lo sguardo fermandosi sulla schermo) sono molteplici, l'esperienza dell'utente è positiva e risponde alle sue aspettative


Cosa é meglio non vedere online
Innanzitutto, il progettista/web designer deve realizzare schemi di navigazione in cui gli utenti non acquisiscano comportamenti detti 'balistici' a fronte di layout incomprensibili.

Difatti, l'utente, a seguito della cattiva progettazione sviluppa una propria attività/ percorsi di navigazione detti anche alternative 'sub-ottimali' che sono lungi dalla corretta navigazione e perciò dal percorso corretto-ideale.

Quando l'utente usa il proprio processo di navigazione 'sub-ottimale' sviluppa anche una cecità rispetto alle scelte migliori.

Questo accade perché quando un utente non capisce una pagina-layout di navigazione è portato a tornare indietro sui propri passi compiendo una regressione sino a quando non trova qualcosa che capisce e fino a che non crea una soluzione che porta al risultato.

Il che, per esempio, espone al verificarsi del rischio potenziale di trascurare importanti informazioni ma anche di giungere a conclusioni errate con pesanti ripercussioni sul vostro business come quello di farsi un'idea della vostra attività sbagliata che può essere anche lesiva o controproducente per il vostro personal branding.

Suggerimenti
Una soluzione per stare alla larga da queste problematiche è progettare percorso-schemi di navigazione che effettuino una riduzione della complessità semplificando il più possibile i processi cosicché da limitare il più possibile i golfi e le derive della navigazione come il rischio dato dalle alternative possibili quando sbagliate o inconcludenti. (per esemplificare vanno ridotte le incomprensioni e le doppie possibilità)

Un'altra sempre valida soluzione è di evitare di generare stress da dubbi 'post-click' derivati da layout confusi che consumano inutilmente la già esigua pazienza degli utenti Web;

meglio indirizzala su mete, ehm pardon, pagine più tranquillizzanti purché mantengono le promesse che la nomenclatura affidata a tasti-bottoni-Link proponeva-prometteva in origine pre-click


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Posiziona correttamente i vari elementi delle pagine web del tuo sito web blog con le linee guida sulla web usability presenti nell'appendice del libro,