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lunedì 22 febbraio 2016

Intervista a Rudy Bandiera blogger e giornalista

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Prima di ammorbarvi con la solita introduzione stavolta in onore di +Rudy Bandiera autore - blogger di 'RudyBandiera.com' e co-founder di 'NetPropaganda' ho pensato ad un inizio un po' più scoppiettante visto il "tipo" in questione ed il registro comunicativo che si tira dietro.

Anche se tutto l'ambaradan mediatico che lo accompagna mi fa' sentire appena appena.. giusto un po' di pressione.

Se avete già letto le interviste rispettivamente dedicate ad Andrea Toxiri e a Chiara Bandelloni sapete già che il tema principe è il blog analizzato nelle sue innumerevoli declinazioni e sfaccettature possibili come potenziali (formative, comunicative, personal branding) ma soprattutto dal punto di vista di ciascuno dei professionisti che gentilmente me le ha concesse offrendo, così:

 formazione gratuita!

Ora finito il minuto di preghiera e conoscendo già le risposte di Rudy Bandiera che sono assai divertenti ho pensato a questa frase come sintesi introduttiva all'intervista:

"Quando un uomo-specialista con un blog affronta un specialista senza; quest'ultimo muore...

No.. non è stato un mezzogiorno di fuoco è che la pistola di Rudy spara colpi dialettici che pur dalla mira infallibile smorzano tensioni concettuali assai pesanti a suon di battute;

.. insomma il divertimento è assicurato!

Per la 1° domanda quella di rito in cui chiedo all'intervistato chi sia prendetela come una proforma per fare gli onori di casa anche se la caratura del personaggio consentirebbe di ometterla tranquillamente o le sue attività online presentano la medesima descrizione della 'pagina About' del proprio sito-web blog.



# Chi è Rudy Bandiera?
Sono un blogger, un docente, consulente Web e anche giornalista per non farci mancare niente. Racconto storie in digitale, faccio quello che va tanto di moda chiamare “storytelling” su ogni cosa che abbia un valore da raccontare.
Sono consulente per l’Università IUSVE, a Venezia e Verona, insegnando 'Teorie e tecniche di digital public relation' oltre ad essere il socio fondatore di NetPropaganda s.r.l, un’agenzia che si occupa di accompagnare aziende e privati a creare la propria identità nel mondo digitale e a fare business, ovviamente.
Sono l’autore del libro 'Rischi e opportunità del Web 3.0' nel quale analizzo gli scenari futuri in ambito digitale e Web, ovvero un libro che mi appioppa la definizione di “futurologo” e anche di 'Le 42 Leggi universali del digital carisma' in cui spiego la fusione tra la vita digitale e reale come forma di comunicazione del futuro.
Sono ferrarese da sempre, nel tempo libero leggo molto, non mi muovo per niente e mi nutro di grassi saturi.

# Rudy sei uno specialista molto noto in rete; per un blogger quanta risonanza è utile ed importante avere affinché possa fare della sua passione una professione?
Ci sono sostanzialmente due fattori che contano sull'impatto “mediatico” che uno è in grado di ottenere: uno è la copertura e l'altro quanto ingaggia.
Se parlo con molti e nessuno reagisce non va bene, se reagiscono tutti ma parlo con pochi non va bene. E' una questione di equilibrio, non ti so dire quanto di preciso.

# Che valore dai al blog come strumento mediatico per fare formazione/comunicazioneAncora, ritieni che generi valore sociale, capitale umano ma soprattutto, oggigiorno, un livello di qualità attendibile per l’utenza che ha come finalità quella di formarsi?
Non vedo il blog come un veicolo formativo a tutto tondo ma soprattutto un veicolo informativo. Io posso informare e condividere per fare capire quello che faccio e per instradare persone ad approfondire e a seguire quella che è reale formazione.

# Come vedi il rapporto tra la formazione accademico-istituzionale italiana con quella Online? In che relazione esse coesistono? Secondo te è motivato pensare che esiste uno squilibrio qualitativo o sono di pari livello?
Non esiste un “pari livello” nel senso che è tutto molto dinamico per non dire liquido. Ogni cosa si muove e si sposta: la formazione “tradizionale” getta solide basi che non servono a nulla senza un aggiornamento e la formazione di livello diverso, specialistica online, offre ottimi spunti pratici e moderni ma senza le basi non servono a nulla.

# Attraverso quale metro/scala di misura ritieni che l’utenza web valuti l’attendibilità qualitativa di un contenuto? Che opinione ti sei fatto in merito dopo anni di esperienza maturata online?
In realtà le persone “scelgono” chi credere: attraverso potenti motori come l'identificazione, per esempio. Se io parlo in modo che tu mi possa comprendere allora io divento il tuo punto di riferimento. Allo stesso modo se vivo nella tua regione, se parlo la tua lingua, se tratto l'argomento che ti piace... l'identificazione è uno dei motori della scelta.

# Che tipo di relazione/rapporto avverti tra il settore delle scienze della formazione e quello della comunicazione?
Nessuno :D Spesso il problema sta proprio nello scollamento essenziale e tangibile tra varie “discipline” che insieme sarebbero straordinarie. La tecnica con la divulgazione sono come nitro e glicerina.

# Cosa differenzia il fare comunicazione dal fare formazione nella fattispecie quando erogata attraverso un blog?
La formazione è insegnare a fare qualcosa, la divulgazione è insegnare a imparare qualcosa. (questa frase me la segno e me la rigiuoco su Twitter!)

# Che definizione dai di ‘Web Learning’?
Beh... non sarebbe la formazione via Web? Cioè, mi vuoi fregare?! :D

# Attualmente, quasi tutta la blogosfera di un certo livello offre e-Book, corsi di formazione ed altri prodotti formativi ma non tutti i blogger sono specialisti della formazione:
ritieni che quest’aspetto celi delle criticità tecniche che possano inficiare la qualità dell’offerta formativa o che chiunque in quanto specialista del proprio settore può benissimo fare a meno di un progettista della formazione?
Francamente non so cosa rispondere. Mi spiego, non avrebbe senso che tutti i blogger fossero anche formatori quindi non vedo correlazione.

# Il web (ironicamente) a tuo modo di vedere lo definiresti come il regno della comunicazione o della formazione?
Il Web è il regno del cazzeggio ponderato e algoritmicamente misurato.

# Che sviluppi futuri hai fiutato e quali la tua iper-sviluppata capacità predittiva vede allo orizzonte della formazione-comunicazione online?
Penso che una parte enorme della formazione di oggi possa diventare auto-formazione domani.
Ognuno di noi ha delle necessità, delle attitudini e delle caratteristiche diverse oltre che capacità intellettuali diversificate e complesse.
Non possiamo pensare che la formazione sia “su misura” se non viene fatta con auto disciplina e con la precisione che solo ognuno di noi può avere su se stesso. Penso a un mondo in cui le istituzioni formative potranno fornire solo parametri di controllo e vaglio più che di studio. Questo non vale per i dottori, ovviamente, ma parlo per quello che riguarda la comunicazione e la tecnologia, per esempio.

# Trovi che il Capitale umano sia tra le mire papabili degli attuali colossi del mondo dell’informatica?
Senza nessun dubbio. Gli uomini, in quanto pezzi di carne, sono sempre più al centro di tutto.

# Ad oggi, cosa ti sentiresti di suggerire, ma soprattutto, che visione del web hai da offrire ad un aspirante specialista online?
Suggerisco sempre una sola cosa: la vostra laurea non è un punto di arrivo ma un punto di partenza. Il master non è un punto di arrivo ma un punto di partenza. Tutto quello che avviene dopo questi eventi importantissimi è la vostra vita: l'importante deve ancora arrivare, ecco, e solo studiando da soli e auto-formandovi sarete sempre all'altezza.


Ringraziamenti
Di norma sono solito fare una "chiusura" all'intervista, ma in questo caso, siamo al cospetto di un professionista che già gode di comprovata notorietà nel web e che non ha certo bisogno né di presentazioni né tanto meno di rielaborazioni interpretative del contenuto da parte mia.

Insomma, siamo dinanzi ad uno specialista della comunicazione già abile e capace di per se' a trasmettere la significatività semantica che desidera stimolare a suo piacimento, attraverso la manipolazione del 'messaggio' intervenendo, così, sulla capacità critico-riflessiva delle utenze.

..perciò niente: si faccia una domanda e si dia una risposta di Marzulliana memoria..,

ma solo ringraziamenti e tanti complimenti!