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mercoledì 17 febbraio 2016

Il valore delle interviste nella formazione

capitale umano blog blogging interviste valore sociale

A mio modo di vedere, le interviste sono come un "prisma" in cui i contenuti corrispondono a singoli raggi di luce che infrangendovisi sopra di riflesso irradiano tanti raggi quante sono le sfaccettature che hanno origine della forma geometrica in questione;

"una visione romantica per cui dire che non esiste solo un messaggio quello offerto dall'intervistato o dall'intervistatore ma tanti quante sono le interpretazioni che si aggiungono da parte di chi le legge

L'intervista come processo formativo
Essendo un rapporto giocato a due l'intervista pur essendo gerarchicamente condotta dall'intervistato in un certo qual modo cerca di costruire un percorso, una storia la cui finalità è costruire a sua volta un 'messaggio'; anche se ciò non toglie che egli ci riesca.

Credo che si tratti di un'abilità che non si eredita ne è detto si possa maturare;

probabilmente nel mio caso è più giusto parlare, piuttosto, di un tentativo;
pena altrimenti, sovraccaricare di eccessive quanto ingiustificate responsabilità l'intervistato.

Per questa ragione mantenere una "mente aperta" sono convinto apra le porte della percezione a diverse dimensioni di analisi e di studio dalle quali poi, magari, poter implementare ben altri quadri concettuali ed altrettante corrispettive cornici teoriche.

Nella generazione della conoscenza anche le "scintille" possono essere causanti ed in questo processo;
una intervista è come un seme da cui poter prendere spunto per allargare ed estendere le proprie prospettive di analisi attraverso l'interiorizzazione di quelle di altri professionisti/specialisti

La conoscenza si fa' così, di stampo: trasversale, contaminazione ma anche luogo di confronto tra settori di competenza diversi che, ahimè, ancor oggi sono resistenti al mutuo scambio e spesso resilienti nelle loro zone a tenuta stagna.


La conoscenza come la mente non è né umanista né scientifica è una cosa sola
Edgar Morin, a riguardo, ha scritto molto, nella fattispecie, sulla divisione dei saperi che non comunicando comportano di fatto un depauperamento delle nostre facoltà nella lettura/interpretazione della realtà che ci circonda, incidendo così sulla nostra visione d'insieme.

Quest'ultima intacca, niente poco di meno che:
la nostra preziosa capacità semantica a cui è deputata l'interpretazione e l'attribuzione dei significati e delle significatività.

Egli, difatti, riproponeva un ritorno al passato, in questo senso, quando le menti che hanno caratterizzato la storia erano scienziati competenti sia nelle discipline umanistiche che parimenti su quelle di stampo scientifico


Anche nell'intervista il media è il messaggio 
Ma anche Marshall McLuhan, con la sua celebre frase/definizione sulla portanza dei media, lasciava poco spazio ad un monito, che, ancora oggi, non ha certo intenzione di tramontare;
in cui il messaggio, ma soprattutto, la sua interpretazione polimorfa è la parte fondante dello scambio nel rapporto di interazione che ha luogo quando tra due o più soggetti al fine di comunicare essi fanno uso di strumenti mediatici.

Ciò che ne deriva, è un gioco speculare non da poco che addirittura alza la posta in gioco la quale assume un valore a prescindere dal talento dell'intervistatore nel far emergere trascendere un messaggio da parte del contenuto che produrrà l'intervistato.


Chi eroga il contenuto il web o il blog?
Nel caso specifico di una intervista avvenuta su un blog e pubblicata online pone entrambe le figure nella loro relazione di reciprocità al cospetto di due media diversi di cui a sua volta il blog è quello vittima di rimediazione

In altri termini per quanto il blog sia un media a se' stante senza il media web non esisterebbe pubblicazione alcuna;

ciò costituisce una relazione di interdipendenza di fatto assai non trascurabile e che comporta l'originarsi di ben altri quesiti, tipo:

- Se il media è il 'messaggio', quindi: quali e quante sono le variabili che entrano in gioco?

- Si può parlare ancora di una analisi univoca ed oggettiva? Altrimenti quante sono le possibili chiavi di lettura e le forme di valore producibili ed erogabili?


Conclusioni
Temo che non vi sia una risposta univoca ne alcuna teoria univoca a riguardo se non quella relativa ad un approccio che si può suggerire per non incorrere in critiche quanto dispersive derive riflessive.

Ovvero, il suggerimento a mantenere una "mente aperta" come approccio di analisi ma soprattutto orientata alla stimolazione intellettuale verso obiettivi costruttivi sia quanto di meglio mi sento di suggerire ma anche di auspicarmi per l'incremento del valore sociale che poi attraverso la condivisione può essere presto convertito in Capitale umano (dal blog al web per poi passare da utente a utente) 

Quindi l'invito è quello di mantenere una mente quanto più possibilmente aperta al confronto ed al dibattito, anziché, alla versione deteriore e castrante del giudizio, il pregiudizio risentito sperando di non dover chiamare in causa, addirittura, anche la superstizione.