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lunedì 28 marzo 2016

Il coaching nella formazione ed i piagnoni del web

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Prima di procedere devo fare un'anticipazione sulla mia idea di coaching riferita ai formatori che "fanno formazione" attraverso il web.

Ho trovato nella definizione di web learning la sintesi concettuale di questa modalità di erogazione della conoscenza e di apprendimento attraverso, appunto, il:

media web

Skills utili per la formazione a distanza

Quando penso al formatore che, appunto fa' formazione avvalendosi del web faccio riferimento in particolare a quelle due attività parallele necessarie per insegnare l'uso delle piattaforme online e che fanno capo rispettivamente alla capacità di saper generare/trasmettere:

  • Customer service che avviene come servizio di supporto parallelo e svolto quasi contemporaneamente (just in time) all'erogare formazione/ prodotti formativi utile a far apprendere l'uso di una determinata piattaforma senza la quale com'è ovvio il suo aspetto funzionale finalizzato all'erogazione della conoscenza verrebbe, inesorabilmente meno.

  • L'aspetto motivazionale utile a conseguire il raggiungimento di obiettivi a seguito di azioni mediate dalla difficile quanto più critica comunicazione a distanza (chat,email,forum, wiki,ecc) finalizzata al problem solving orientata a risolvere conflitti ed incomprensioni.

Due aspetti  imprescindibili ed interdipendenti della formazione online, oltre ad essere indispensabili al fine dell'utilizzo di una piattaforma;

"..perché anche se è vero che senza contenuti non vi può essere niente da imparare nella formazione online senza apprendere prima l'uso strumentale della piattaforma è impossibile erogarli


La comunicazione si è fatta sempre più integrata

Tant'è che l'integrazione all'interno delle stesse piattaforme magari per evitare dispersioni nei confronti degli utenti con bassa expertise delle varie modalità comunicative è stata quasi un passaggio naturale.

Purtroppo però pare che il problema resiliente sia rimasto invece nella formazione di quella di genere "umano" la quale non segue pedissequamente quella tecnologica;

"..insomma il paradosso è che ad essere rimasti involuti sono quelli che sulla carta dovrebbero essere, invece, proprio i più flessibili. (cit. Donald Norman)

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Da analogico a digitale: una questione di comunicazione

Alludo alle tecniche comunicative che molti formatori, ignari del processo di digitalizzazione in atto adoperano ancora metodologie e strategie derivate prettamente da trascorsi quanto pregressi retaggi analogici in cui spesse volte colui che forma non è in grado di risolvere i blocchi che avvengono durante i processi formativi dei discenti online essendo essi stessi i primi ad esserne vittime (dello stress di derivazione da scarsa expertise che li colpisce nell'uso pratico del computer)

Ancora si aggiunge l'aspetto comunicativo anch'esso assai critico sempre per le stesse ragioni imputabili alla scarsa expertise all'uso del media web e che implicitamente/ esplicitamente comunicano atteggiamenti di chiusura mentale, l'esser poco o nulla avvezzi alle critiche ed ostili all'ascolto se non meramente autoreferenziale manifestando così un approccio chiuso ed assai poco incline al cambiamento.

Formazione continua e life long learning = la soluzione

Un "cambiamento" o apertura che si rendo oltretutto necessario per gli specialisti web che devono annoverare necessariamente l'aggiornamento continuo, il life long learning e la formazione permanente tra le skills indispensabili per lavorare e poter competere a livello professionale nell'ecosistema online.

Questo a mio avviso è il 1° errore che genera anti-formazione piuttosto che trasmettere un 'messaggio' rassicurante e poi magari anche edificante/ produttivo necessario per superare le criticità tipiche delle dinamiche 'a distanza' e generare/ raggiungere, così, infine apprendimento. 

Tant'è che il risultato per niente atteso rispetto alle utenze è di norma riconducibile alla paralisi piuttosto che al problem solving.

Trasformatevi in figure rassicuranti se fate formazione online

Perciò maturare un approccio fortemente motivante e rassicurante nelle dinamiche online trascende la capacità di essere un bravo comunicatore;
pena, altrimenti, il rischio di apparire come tristemente autoreferenziale ma anche di maturare un atteggiamento distonico rispetto ai risultati proposti di ottenere in fase di instructional design dell'offerta formativa erogabile attraverso, appunto un canale web specifico come il media blog.

In definitiva trattasi di un rapporto bidirezionale quello del formatore/ discente in cui senza un mutuo apprendimento delle reciproche criticità non vi può essere l'espletazione dell'atto formativo ne' lo sviluppo da parte del primo delle competenze necessarie per svolgere la professione di formatore online - specialista web learning.

Detto altrimenti: il formatore online deve lavorare innanzitutto sui propri blocchi emotivi / professionali per poi intervenire con successo su quelli dei discenti.

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