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venerdì 6 maggio 2016

An post a day keeps the doctor away

blog blogger blogging

Sulla frequenza di pubblicazione in un blog sì è detto quasi tutto quel che vi è da dire, anche sugli orari preferibili non c'è male;
è sufficiente riempire lo spazio di ricerca con le opportune parole chiave su Google e ricevere l'immediato responso mentre sugli effetti psicofisici che ha l'esercizio alla scrittura per un blog la letteratura in certo qual senso langue.

Blogging: anamnesi e diagnosi 

..No ..non è certo mia intenzione scrivere un testo scientifico anche perché mancherebbero le evidenze, i link-riferimenti, le fonti e quant'altro di attendibile per renderlo quantomeno credibile.

"Ma almeno posso prestarmi alla causa come "cavia" con immenso piacere!

La ragione per cui oggi ho sentito di trattare una tematica diversa con un registro comunicativo differente?

Monetizzare, si sa', è una primaria necessità e ciò comporta in noi la continua ricerca di capire come farlo orientandoci al contempo quasi esclusivamente verso le aspettative dell'utenza che asseconda della prospettiva d'analisi ovvero se si scrive per hobby o professione è da ritenersi o meno anche una clientela potenziale.


Pratica sano blogging e non farne una malattia

Con questo aspetto speculare nel professionismo è facile sforare in un altra dimensione in cui ci si allontana dal piacere di scrivere per subentrare in quello appunto costituito e composto da soli freddi numeri, analisi quantitative, il monitorare i dati e bilanci continui.

Un cappio che si stringe mano a mano questi non lievitano e che possono concorrere seriamente in aggiunta ad altre cause come ad esempio la mancanza di tempo in aggiunta al già incombente carico di lavoro nel rischio di farci demordere dal continuare a curare un blog.


Quantificare solamente è una patologia?

Un autentico peccato che con un briciolo di organizzazione e di incoraggiamento può farci desistere dai pruriti emotivi e da mollezze caratteriali di vari genere ed entità;
tant'è che anche sull'organizzazione del calendario editoriale sono stati spesi fiumi di parole ed oramai il concetto anche di ridurre nel tempo gli appuntamenti di pubblicazione sul proprio blog di numero affinché l'utenza possa contarci maturando così affidabilità dovrebbe essere un concetto più che acquisito.


La ricetta medica per un blog in salute

Sono sufficienti 2 post la settimana, scritti bene, curati con delle immagini di qualità e con del contenuto utile per mandare avanti un blog, dare la sensazione ideale e corrispettiva di non abbandono ma "di presenza" e ricollegandoci al tema del piacere di scrivere compiere la catarsi sul nostro stato psico-emotivo perpetuando l'esercizio alla scrittura un poco al giorno.

Insomma, procedendo con un approccio al pari di come si torna in palestra dopo un lungo periodo d'inattività ed in cui si è necessariamente fuori allenamento;
per cui senza dover strafare dandosi obiettivi meno soffocanti e stressanti e perciò più reali e fattibili con una pianificazione degli stessi sino alle scadenze per fare il punto della situazione poste con riferimenti di più ampio respiro se non altro un po' più a lungo termine.

Ecco quest'ultima pratica la trovo un po' più centrata a livello terapeutico ma neanche così lontana dal titolo di questo post.


Il blog come cura e terapia

Difatti man a mano che procederete con la cura attraverso la scrittura della vostra anima-pensiero come autori-blogger non dico come d'incanto ma essa di tramuterà in una disciplina e badate bene non ho detto "vizio" sino a quando diverrà parte della vostra quotidianità e di voi al pari di come risulta avere un qualsivoglia pet e e constare il privilegio emotivo che comporta assistendo così alla evanescenza temporale progressiva del costo dell'impegno dedicatogli per lasciare presto il posto ad un'abitudine indispensabile ed appunto terapeutica.

"Cosicché anche voi potrete presto vantare di scrivere un post al giorno, curato di qualità ed in barba a chi invece bada solo alla quantità, gondolandovi in un forte e caloroso: Tiéh!