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martedì 17 maggio 2016

Scrivere in 31 domande: identikit di Annarita Faggioni

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Intervista a Annarita Faggioni, copywriter - blogger freelance in 31 punti di domanda.

Sono certo che vi ricordate il post scritto giusto qualche giorno fa' che all'occasione anticipava le due interviste che sarebbero state dedicate ai copywriter - web writer e prossime all'uscita;

bene il mio stato d'animo anche se mutato permane emozionato ma anche molto soddisfatto ed assai compiaciuto per aver avvicinato Annarita Faggioni di 'ilpiacerediscrivere.itche si è rivelata essere la persona che mi aspettavo oltre che una professionista con i fiocchi paziente, comunicativa, preparata e la cui empatia ne' fa non una specialista come pochi ma innanzitutto una persona unica!


Intervista ad Annarita Faggioni, Copywriter blogger


Chi è Annarita Faggioni? 

+Annarita Faggioni trasforma in realtà i desideri delle persone a colpi di penna, cosa che ogni copywriter dovrebbe avere l'aspirazione di fare. 

La mia formazione è stata un po' classica (ma solo un po'), un po' gavetta e sempre controcorrente. 
Oltre al lavoro, mi occupo di un Web Journal letterario e di alcuni progetti personali in via di sviluppo. 

Ah, sì, una piccola cosa: scrivo da sempre poesie, racconti ed è uscito da poco il mio primo romanzo.


Non riesco a nascondere l’emozione di avere a che fare finalmente con una specialista del media testuale e dal far presente quanto mi senta onorato da questo aspetto;

Annarita inizio l’intervista facendoti la domanda che ho sempre desiderato fare ad una scrittrice, quindi, apriamo le danze: molti scrivono ma pochi lo sanno fare bene: quale, perciò, la differenza?

Una direttrice editoriale di alto livello mi disse, in un'intervista sul +Il Piacere di Scrivere, che sono in tanti a scrivere bene o benissimo, ma che le storie che arrivavano più o meno erano sempre le stesse. 

Attualmente, chi scrive può appartenere a una di queste tre categorie:
  1. Scrive, ma legge poco e/o titoli di moda. Li riconosci perché, quando scrivono un commento o nella vita quotidiana, dicono addio alla grammatica italiana e cominciano a sparare a zero su tutto ciò che va oltre la loro comprensione.

  2. Ha sete di denaro. Li riconosci perché sono più attenti a come saranno pubblicati, al cartaceo, al nome della casa editrice e, di solito, non hanno tempo da perdere.

  3. Scrive perché non può farne a meno, si aggiorna, si mette in gioco, ma, a meno di non essere attaccato, è più interessato allo sviluppo della trama che non alle voci di corridoio, perché sa di avere quel quid per affrontare qualsiasi cosa. Ecco, in questa categoria mi ci trovo.




Che differenza trovi tra lo scrivere il medesimo testo sul web e la carta stampata?


Le prime due cose che mi vengono in mente sono il target e l'user experience.

Se scrivo per un giornale cartaceo, il mio lettore-tipo potrà solo sfogliare quello che ho da offrigli e, probabilmente, parliamo di persone dai 40 anni in su. 

Bene, i miei titoli devono essere efficaci, così come il primo trafiletto che scrivo. Il resto deve seguire la notizia, come se quanto scritto prima fosse una traccia. 


Nel web, devi tenere conto dei fattori legati ai motori di ricerca e del loro comportamento, dei social network e del loro costante aggiornamento, dei commenti che ti possono arrivare.


Poi c'è una formula ibrida, che è quella per essere visibile su Google News. Lì, è fondamentale dare la notizia prima degli altri, ma anche l'autorevolezza del sito conta. Di conseguenza, se prima si ragionava in modo lineare, oggi bisogna allargare lo sguardo, ragionando al cubo.


Tra gli
e-book e gli e-reader quali aspetti trovi importante differenziare e quali enfatizzare nella tecnica di scrittura?

Dici tra i PDF vecchia maniera e la potenzialità dell'e-book oggi? 
Allora, gli strumenti dell'e-book rispetto all'info-prodotto easy dell'epoca sono molti di più. Possiamo dare all'utente delle animazioni, un comparto grafico e sonoro, quindi dare un contesto alla scrittura che prima era impossibile immaginare.

 "Il potere evocativo è aumentato e va tenuto conto quando si scrive.


Che differenza corre tra gestire un blog personale ed invece un blog multi-autore nei registri comunicativi; quando scrivi li differenzi? O vi sono dei vincoli da rispettare?

Passando da un blog personale a un canale multi-autore, le cose cambiano. 
In un blog personale, c'è solo il tuo stile. Scrivi (relativamente) quello che vuoi e nessuno può dirti niente. In un sito multi-autore, invece, è necessario creare un piano editoriale più complesso, per evitare che due persone scrivano la stessa cosa, così come si deve stabilire una linea editoriale più stringente, in modo che nessuno, in redazione, vada per conto suo. Poi, ovviamente, devi trovare le persone migliori, che abbiamo il loro registro e diano valore aggiunto e coerente al tutto. 

"Mi ritengo una donna fortunata nell'aver trovato tutto questo nella mia redazione del Piacere di Scrivere


Quanto è importante il content marketing per una azienda?

Dire che è solo importante sarebbe tirare acqua al mio mulino. Dico solo che la meta description e altri elementi principali per il posizionamento di un sito sono fatti di parole e che un utente, prima di fare qualsiasi cosa, deve capire dove si trova e con chi sta parlando. Ovviamente, il content marketing si basa anche su immagini (= visual storytelling), video, ecc., ma se non sai chi sei e non sai dirlo in breve non attirerai mai clienti.


Quanto, invece, creare una propria matrice/ registro comunicativo nella scrittura online?

Quello è fondamentale per riconoscersi come professionisti, è come trovare la propria identità, che poi serve a far capire al potenziale cliente la differenza tra sé e altri professionisti, magari altrettanto validi. 

"Ovviamente, oltre al lavoro, scrivere online poi influenza anche ciò che scrivi a livello letterario.


Hai un metodo particolare per stimolare l’ispirazione per i tuoi pezzi?


Ho una compilation mista di canzoni che amo e non disdegno 'Deezer.com'


Prediligi l’uso di schemi narrativi, hai uno schema mentale ricorrente o procedi a braccio nelle stesure? Ce lo confesseresti almeno uno.. ..dai per favore..

Parto dal briefing, ovvero dalle esigenze del cliente e le declino in quelle dell'utente finale.

Non è sempre facile. Posso darti uno schema con il quale ho un discreto successo su GNews

utilizza le 5 W per evidenziare nel primo paragrafo cosa vuoi dire, sarà poi compito dei paragrafi successivi stimolare la lettura nell'utente e, ovviamente, portarlo alla call to action

L'ombra di Lyamnav  annarita faggioni scrittrice libro
www.ombradiskylhope.com


Mai sofferto del blocco della scrittrice? Se si come lo hai superato?

Sì, tutti lo hanno. Quando succede, mai sentirsi sconfitti. Spesso basta una pausa o la canzone giusta per superare qualsiasi difficoltà. In campo letterario, capita che si perdano due ore per una poesia o un personaggio, ma i risultati sono fenomenali. Vale anche per un post.


Ultimamente il web necessita sempre più di immediatezza teso com’è verso una ricerca continua e smodata di rapidità comunicativa tant’è che il video viene scelto sempre di più piuttosto che il testo perciò come se la gioca quest’ultimo rispetto a questa incombente ed incalzante trend/ esigenza?

Lo vedi ancora inossidabile o inizia a scricchiolare un po’..insomma c’è puzzetta di obsolescenza?

Nel video, la scrittura è a monte: senza una sceneggiatura e senza uno storytelling appropriato, è un po' difficile che quel video raggiunga gli obiettivi richiesti. In più, c'è un testo (di contorno?) irrinunciabile per l'utente e per i motori di ricerca.

Sicuramente, il linguaggio cambia in base ai tempi, ma per persone «skillate» questo non è un problema. 

Videomaker, grafico e copy devono lavorare insieme se vogliono fare qualcosa di buono.


Che rapporto ritieni esista tra lettura e capacità di scrittura? Forse l’una è funzionale all’altra, interdipendenza o autonomia reciproca?

Tempo fa pensavo che la lettura migliorasse la scrittura e viceversa. 

Le recenti esperienze in campo letterario mi hanno fatto ricredere: abbiamo persone che leggono 4 libri al mese, ma poi non hanno capacità di lettura e comprensione. 

Gli italiani sono in massima parte analfabeti funzionali


La soluzione?

C'è interdipendenza in base al tipo di lettura: se leggi libri di qualità, dovresti scrivere testi di qualità. Se leggi testi semplicistici...


Leggere migliora ad apprendere a scrivere?

Sì, assolutamente, perché influenza sotto diversi punti di vista. Leggere stimola la fantasia e, di conseguenza, amplifica le idee quando si scrive.


Tra essere un blogger ed una scrittrice visto che copri entrambi i ruoli che differenza trovi esista?

Sono due mondi totalmente diversi, sia come approccio al lettore, sia come forma d'arte. 

Sì, in entrambi i casi si scrive, ma l'impostazione e il mondo che gira intorno è completamente diverso. 

Per questo, mi dà fastidio che alcune tecniche tipiche del blogging (come il guest post) vengano usate in un libro o, viceversa, che su un blog ci sia un indice per argomenti tipo pagine o ci si dilunghi oltre le 1500 parole.

Posso farti la differenza con 'Il Piacere di Scrivere' e 'L'Ombra di Lyamnay':
entrambi sono frutto del mio lavoro, ma con esiti e obiettivi ovviamente diversi. 


Piacere è un Web Journal: deve coinvolgere offrendo soluzioni agli autori esordienti.

L'Ombra di Lyamnay è un romanzo di fantascienza: quello che succede deve coinvolgere il lettore.


In un web sempre più immediato è possibile che il ruolo del blogger divenga sempre più un copywriter ovvero che sviluppi uno stile asciutto, telegrafico ed incisivo anziché più prosaico e descrittivo?

Sì, è quasi un obbligo, perché i tuoi utenti si aspettano da te risposte e, anche quando dai la tua opinione, deve essere un valore, non una semplice intestazione da inserire perché non sai cosa scrivere.

Stiamo sviluppando una nuova forma di ermetismo: la chiamano «Microblogging» e può portare grandi soddisfazioni a chi sa dare il massimo con un numero minimo di parole.
Anche nei concorsi letterari, si stimola questo definendo un numero di caratteri da non superare.


Come pensi evolverà il modo di fare blogging e nella fattispecie se riferito allo stile di scrittura?

Dopo un periodo dove abbiamo visto l'esplodere del video-blogging e del visual blogging, ora si sta tornando alla scrittura, in uno stile più smart. 

Cambieremo il modo di scrivere in base al social network (penso agli Instant Articles di Facebook). 

Basterà questo per eliminare i blog dalla faccia del Web? 

Non credo, ma sicuramente sarà una bella sfida.


In che relazione gerarchica relativa all’importanza comunicativa coniughi le immagini ai testi dei tuoi post?

L'immagine e la parola ora stanno al ballottaggio, in un bel sodalizio in fifty-fifty, dove i due strumenti si confondono tra loro per dare una resa migliore e far capire subito cosa intendo dire.

Per esempio, quando segnaliamo i concorsi su Piacere, mettiamo sempre un'immagine creativa, per stimolare l'autore a mettersi in gioco.


Per fare il blogger è necessario il medesimo talento dello scrittore?

Per fare il blogger serve esattamente la metà del talento di uno scrittore, ma il doppio delle sue conoscenze. 

Questo spiega l'esistenza di alcuni blog che a chiamarli tali si fa fatica e anche l'esistenza di libri incantevoli, ma poco noti. 

Detto questo, anche il marketing editoriale fa la sua parte, altrimenti non avremmo libri come quello di Salvini.

blog blogging web writing copywriter scrivere
www.ilpiacerediscrivere.it


Trovi la scrittura terapeutica, rilassante, o un riff -assolo di chitarra?

Dipende da cosa si scrive e per chi si scrive. Di solito, mi rilassa scrivere i racconti, ma quando ci sono clienti da seguire diventa un assolo di chitarra anche piuttosto incalzante.


Se ti dico catartica a che aspetto della scrittura lo coniughi/ leghi?

Alla stesura, quando scrivi e lasci che il flusso faccia il suo dovere.


Ultimamente si fa un gran parlare di Pulse il servizio di micro blogging powered by Linkedin; che ne pensi?

Molto interessante, peccato che ad alcuni funziona, ad altri no: dovrebbero migliorare la piattaforma se vogliono essere appetibili.


Come pensi invece che evolverà l’atavico ed antico media testuale?

Oddio, mica scriviamo in greco arcaico sul Web! Come sempre, seguiremo il trend e poi ce ne discosteremo totalmente quando quell'aspetto sarà evidente ormai a tutti. 

Pensa al «Content is the King», poi è diventato «The Kingdom» e adesso? 


"Alla fine, vinceremo ogni sfida e saremo sempre al passo con i tempi, non fosse altro che la scrittura è segno del tempo nel quale viene scritta.


Vi sono opportunità di lavoro online per chi scrive, vi sono richieste? E’ possibile tirarci su uno stipendio nel nostro Paese almeno per sopravvivere?

Se inizi ora, no. Oggi è più difficile sviluppare una propria rete, fare le prime esperienze, ecc. 
Siamo il Paese della connessione «Se c'è, miracolo». 

Per i freelance non esiste lo stipendio, esiste solo il PayDay e, per ottenerlo, devi guadagnartelo con preventivi, risultati e sfide al Peggior cliente.


Esistono aspetti della blogosfera italiana rispetto ai Paesi esteri che non reggono il confronto?

Da dove comincio? Allora, si parte dalla figura dell'influencer a quella del semplice professionista del Web, concludendo con le opportunità che mancano e sulla concezione del blogging qui da noi. 

"Dobbiamo ripartire da zero e smettere di proporre personaggi poco credibili online.


Le parole per te cosa rappresentano e che peso hanno?

Sono vita ed emozione ed hanno il peso giusto in base a come si usano. 

Per me, ovviamente, è un universo speciale, dove rifugiarmi, ma anche dove esprimermi.


Tra forma stilistica e pulizia tecnica quale preferisci? Scegli lo stile in base al media da utilizzare o sei libera da vincoli tecnici?

Ci vuole l'una e l'altra. I vincoli ci sono e ci devono essere, perché ogni piattaforma ha il suo alfabeto e non tenerne conto significa non essere compresi da nessuna parte.


Rapporti con la SEO? E’ vero che a rispettarla troppo si diventa dei freddi replicanti?

Siamo arrivati ad 'Articoolo', (video presentazione) un robot che scrive automaticamente testi vincenti dandogli un titolo. 

Non ho problemi con la SEO, ma certe volte si sfiora davvero il ridicolo.

Le persone non sono stupide: non basterà dire che il proprio è il prodotto dell'anno, magari accozzando 5-6 keyword per salire sui motori di ricerca

Essere persuasivi significa essere unici. 

La SEO fa parte del lavoro, perfetto, ma anche l'utente si è stancato delle guide complete e de «La tua opinione».

Consiglio ai SEO di fare più i SEO e meno i copy: ne otterranno un vantaggio duraturo nel tempo, non solo in termini di risultati, ma anche nello stimolare rapporti umani di successo. 

Il bello del copywriting è proprio questo.


La lettura potenzia il pensiero? Mentre quest’ultimo su quali livelli agisce sulla qualità della scrittura?

La lettura potenzia il pensiero solo se è una lettura pregiata e non la lettura di un prodotto di consumo. 


"Il pensiero, più è profondo e laterale, più darà una scrittura versatile e felice.


Quanto conta per un web writer il modello-template del proprio blog?

Moltissimo. Si tratta di un biglietto da visita, ma anche del modo migliore per personalizzare il tuo progetto. Vale la pena di investirci non solo per la reputazione, ma per dare all'utente l'idea di casa.


Esistono delle differenze tra i due ruoli specialistici del blogger e del web writer o sono la medesima figura alla Dottor Jekyll e Mr.Hide?

Il blogger può scrivere (relativamente) ciò che desidera, in base alle sue passioni, il web writer no. Tendo a separare i ruoli, perché non sono sicura che un blogger-tipo abbia alcune delle competenze obbligatorie per un web writer. 

Oggi, aprire un blog e dire la propria è la norma, ma da qui ad agire in modo professionale ce ne passa... 

Poi, ovviamente, se una persona è un web writer, è logico che la sua scrittura da blogger ne risente in positivo.


Scrivi per il web anche da appassionata o da algida specialista? 

E che idea ti sei fatta del web nel qual caso un apprendista blogger - web writer ti chiedesse di aiutarlo nell’intraprendere la tua medesima strada?

Appassionata prima di tutto e spero si sia visto anche qui.

Invito l'aspirante a «Ragionare con la sua testa», come direbbe Lyamnay (la protagonista del mio romanzo di fantascienza): 

impara da tutto e da tutti, sii onnivoro, ma poi trova la tua strada, consapevole che è tutta in salita.


Ringraziamenti e Conclusioni


Ogni volta che sto per chiudere un'intervista sono orgoglioso e soddisfatto ma al contempo mi assale anche un po' di melanconia perché in un qualche modo dopo essersi così avvicinati professionalmente in un certo qual senso è come se calasse il sipario.

Mentre invece mi auguro che con Annarita la nostra collaborazione non finisca qui ma anzi abbia un seguito al pari di come è accaduto con altri tra gli intervistati fino ad adesso e andare così oltre questa episodica ma preziosissima occasione formativa per generare magari ancora valore attraverso contenuti che spaccano!

Infine, grazie Annarita per avermi insegnato così tanto, la pazienza dimostratami ed averci aperto le porte anche delle tue più recondite e perché no anche personali competenze,

Nel frattempo che spero ti convinca a darmi magari un'altra chance e finire così per accettare il mio invito ti faccio i miei più sentiti complimenti ed un fragoroso enjoy good luck per tutte le tue innumerevoli attività che porti avanti con passione, tanta fantasia ed immensa dedizione.