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giovedì 9 giugno 2016

Intervista a Lisa De Leonardis | Digital marketer - Comunicazione

specialista web digital marketing comunicazione formazione enogastronomia

Ogni settimana pubblico sul blog un'intervista dedicata ad uno specialista web; finora ciascuno di loro è afferente a settori disciplinari differenti pur mantenendo come denominatore comune l'uso del blog per fare comunicazione - formazione e personal branding - social networking.

Il web in queste senso è una ricca fucina di talenti distribuiti in una geografia unica in fatto di multidisciplinarietà ragion per cui si è reso necessario suddividere le interviste in categorie ciascuna appartenente al rispettivo settore professionale di riferimento; inoltre di norma sono solito fare un post-presentazione su di esse in cui anticipo motivazioni e caratteristiche intrinseche tecnico-professionali che mi hanno indotto a farle.

Questa settima l'intervista è dedicata a +Lisa De Leonardis, sito web - blog 'www.lisadeleonardis.itspecialista in digital marketing e della comunicazione della categoria-ciclo dedicato ai copywriter - web writer.


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Intervista Lisa de Leonardis

 Chi è Lisa De Leonardis​?

Sono una giornalista appassionata più della scrittura che della professione in sé e quindi ho trovato il mio Eden sul web, un posto dove è possibile dedicarsi alla redazione di contenuti di qualità.
Nel 50% del mio tempo lavorativo curo blog aziendali, dallo studio del mercato, alla strategia di marketing alla progettazione e realizzazione dei contenuti.
Il restante 50% è dedicato al mondo del vino e alle cantine italiane con le quali collaboro facendo più o meno le stesse cose, ma con uno sguardo più attendo ai mercati esteri.


● L’inbound marketing​­ - content marketing: d​efiniti secondo Lisa? Che differenze trovi tra scrivere per la carta stampata ed online?

Dare una definizione personale è quasi impossibile dal momento in cui sono state studiate e analizzate come discipline specifiche da moltissimi specialist.

A chi legge posso suggerire - invece di citare una definizione da wikipedia - di andare direttamente alla fonte. Per una definizione completa ed esaustiva di marketing inbound suggerisco di leggere il post di +Fabio Di Gaetano  sul blog aziendale di Argoserv: credo che attualmente sia uno degli articoli più completi sull'argomento tanto da essere quasi un mini-corso sul inbound marketing e content marketing
In questo articolo si trova anche un accenno al content marketing, un pezzetto dell'inbound marketing che mira alla creazione di contenuti di qualità con obiettivi di business ben precisi.

In questa mia definizione, certo parziale e sintetica, si trova però la risposta anche alla tua domanda successiva: quando scrivi per la carta stampata non hai un obiettivo di business, hai solo l'obiettivo di raccontare la notizia, di informare. Non pensi (o meglio non dovresti pensare) a come aumentare le vendite, a fare azioni di lead generation, a cercare e coinvolgere influencer, semplicemente perché non sei un marketer, sei un giornalista. Scrivi con un obiettivo differente e anche – quindi – in modo profondamente diverso.

Fare content marketing è differente. Lavori per creare contenuti che creino engagement, ovvero che coinvolgano e che spingano il pubblico alla partecipazione. È proprio questo che ti obbliga alla qualità.

"Ciò che è di scarso valore e di scarsa qualità potrà attrarre una volta (forse), ma poi mai più: il lettore non è affatto sciocco.

● Il media testuale è sempre il “re” indiscusso tra i media e perciò più importante rispetto a quelli visivi o entrambi concorrono al successo del post di un blog? Ancora, mi chiedo (provocatoriamente) inoltre se non fosse così che freccia ha nella sua faretra il testo per convincere rispetto ai suoi rivali più votati all’immediatezza comunicativa per far fare alle utenze la fatica necessaria per essere letto-compreso ed infine interpretato?

Su questo non sono completamente d'accordo. Il media testuale non è il re. Il contenuto è il re e i contenuti, per fortuna, sono di varia natura. Ci sono immagini e video che vanno molto forte e sono “più giusti” per certi contesti. Pensa al successo delle gif sui social o dei live.
Non si può lavorare sui contenuti pensando solo al testo, bisogna avere l'accortezza di lavorare in team con altri specialisti di contenuti “visivi” che sappiano operare con questi strumenti.


● Magari sono un po’ maniacale ma se ti fermi a riflettere a quante chiavi di lettura può avere il testo capita anche a te, per caso, di andare in paranoia (ironico)?

Mah, cerco di non farmi paranoie, in fondo se c'è qualcuno che ha una chiave di lettura differente e che ha la buona volontà di segnalarla si tratta di un arricchimento del mio punto di vista. Per quelli che invece possono essere fraintendimenti, cerco di dedicare molto tempo alla revisione dei testi, alla rilettura. Rileggo una volta per cercare i refusi, un'altra volta ad alta voce per vedere se “tutto fila” e poi una terza con l'obiettivo di trovare proprio queste possibili “vaghezze” che potrebbero confondere o rendere difficile la comprensione di un passaggio. Altre riletture successive sono per vedere se è tutto ok.


digital marketing comunicazione enogastronomia formazione
www.lisadeleonardis.it

● Oramai questa è divenuta una domanda quasi di rito che pongo a tutti gli intervistati: tra comunicazione e formazione che tipo di legame/ relazione vedi e quanto l’una ritieni essere funzionale all'altra ma soprattutto esiste una gerarchizzazione tra i due settori specialistici?

È una domanda dalla risposta molto difficile! Ti ringrazio di avermela posta perché mi aiuta a fare chiarezza, anche personalmente.
Direi che formazione è di per sé comunicazione. Dovrebbe essere comunicazione efficace e poter così raggiungere un obiettivo formativo specifico e richiesto.

"Credo che tutti i formatori, anche gli insegnanti di scuola, dovrebbero seguire un corso sulla comunicazione efficace. 

Lo so che con questa mia affermazione mi tirerò addosso l'ira funesta soprattutto dei secondi, ma tant'è: questo è quel che penso.
Mi è capitato, infatti, di avere in aula dei docenti di scuola o dei formatori ed erano corsi specifici di formazione per formatori.
Nell'affrontare alcune tematiche inerenti – ad esempio – l'ascolto o il lavoro in gruppo (team working) ho riscontrato molte criticità.
Sono delle tematiche complesse perché coinvolgono la persona – il formatore – che deve esso stesso cambiare il suo punto di vista. È un processo di sviluppo personale che non tutti sono disposti ad affrontare. Molto spesso formatori o docenti di esperienza si sentono “arrivati” e si chiudono un po' all'ascolto di altre esperienze, all'apprendimento.


● E’ giusto definire il blog come il media migliore se non altro oltretutto più democratico in cui comunicazione e formazione coesistono come mai prima d’ora nella storia dell’ecologia dei media?

Aspetta: hai messo insieme blog, comunicazione e formazione nella stessa domanda e c'è un sacco di roba che i lettori dovrebbero già sapere per capire esattamente di cosa stiamo parlando.
Andiamo per ordine: definire il blog “il media migliore” penso che sia una questione personale. Media migliore per chi? Non ritengo che si possano fare classifiche in questo senso. Io adoro la radio, ad esempio, e penso che sia un media eccezionale.

Al di là delle valutazioni, per l'appunto personali, non credo che la formazione abbia ancora avuto il giusto successo sul web.

Quanto al blog come “luogo” della formazione credo che sia un concetto allargato, conseguente. Un post approfondito, come quello di Fabio che ti ho segnalato sopra, è di per sé una specie di piccolo compendio formativo. In questo senso ti dico di sì. Coesistono.

● Quanto è importante il blog per svolgere la tua professione? E quanto nella sua cura conta la passione? Che equilibrio sussiste tra i due aspetti quello tecnico e quello passionale?

Per la mia professione il blog è fondamentale. È il mio ufficio marketing, anche grazie al mio blog trovo nuovi clienti, stringo contatti e relazioni professionali, trovo partner e collaboratori.

"Il blog è il cuore pulsante della mia attività e – per estensione – diventa lo stesso per quelli dei miei clienti che curo personalmente.


La passione nella cura del blog è fondamentale e si sorregge grazie alla tecnica. La passione da sola credo che non basti e rischi di restare inespressa.


● Quanto sono importanti i social media ed il “fare netwoking” per il blog di uno specialista web?

I social media non sono importanti, sono fondamentali, sono uno dei pilastri sui quali appoggia la vita di un web specialist. I social sono le piazze dove si incontra la gente, dove si testa l'interesse, dove si racconta, dove si esplora, dove si fa lead generation.

I social sono il nostro “fuori” digitale.

Marketing e formazione possono andare a braccetto tramite la comunicazione erogata con un blog? Che tipo di relazione esiste tra di loro?

Se intendi con questo la possibilità di fare marketing per la formazione direi di sì, un blog può essere assolutamente utile per raggiungere nuovi clienti. Le scuole di formazione che non sono presenti sul web in modo efficace hanno senza dubbio meno possibilità di quelle che invece lavorano bene, anche attraverso il loro blog aziendale.
Grazie a post ben scritti e contenuti interessanti e condivisibili tagliati sulle domande principali della nostra audience di riferimento si possono ottenere grandi risultati.
Ne è un esempio il “mio” Master in Wine Export Management che ha ottenuto una vasta popolarità solo grazie ad una strategia di inbound marketing.
Abbiamo puntato tutto sul blog aziendale e la costanza e la qualità ci hanno dato ragione. Siamo oggi alla terza edizione del corso e le prospettive sono davvero molto interessanti.

Lisa.


Dire che trovo l'intervista assai utile ed interessante è che le domande son come le ciliege è come sostenere che i riferimenti al logo che caratterizza Lisa sono del tutto casuali;

certo tutto ciò può suonare come di parte ma vi garantisco che in occasione di questa intervista si è manifestato l'ennesimo incantesimo formativo come nelle precedenti interviste in cui attraverso l'incontro con degli specialist web è stato possibile apprendere nuovi approcci, prospettive e preziosi modus operandi/ metodi di lavoro.

La mia ipotesi che sembra sempre più avvalorarsi man a mano che approfondisco la conoscenza degli specialisti web è che lavorare online comporta maturare dinamiche formative intrinsecamente all'uso del web; perché fare formazione è necessario al personal branding, a rendersi trasparenti cosicché sia più facile vendere i propri prodotti/ servizi.

Magari con il tempo tutto ciò che concerne il fare formazione non sarà più appannaggio dei soli specialisti della formazione ma anche degli altri settori professionali/ specialistici.

..tant'è che sono convinto che per nostra fortuna ne vedremo delle belle!

Tornando alle interviste più ne faccio e più mi rendo conto che sono un'opportunità formativa che mi ricorda quanto sia importante porsi dinanzi alla conoscenza sempre con la mentalità aperta e consapevoli che non si smette mai di imparare ma soprattutto di quanto sia speciale la diversità intrinseca a ciascun professionista la cui unica chiave di lettura da parte di chi deve apprenderne il mestiere o perfezionare il proprio deve risiedere necessariamente nel carpirne aspetti peculiari ed univoci.

Mantenere una sana "invidia" trasposta verso una leale competizione costruttiva con la loro originalità è la via privilegiata per accedere ad un livello successivo di crescita ulteriore rispetto al proprio talento.

Una divagazione, la mia, prima di chiudere e salutare Lisa rinnovandole i complimenti e ringraziandola infinitamente per averci donato il suo tempo (sempre poco a disposizione per ogni specialista web che si rispetti) ma soprattutto per averci consesso un accesso privilegiato alle sue conoscenze - competenze - skills, alla sua unicità ed originalità professionale attraverso questo percorso formativo sotto forma d'intervista.