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giovedì 18 agosto 2016

Blog Literacy

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Proprio ieri sera rimanevo totalmente imbambolato dietro l'esposizione di due teorie in un documentario sugli aliene; in ordine la prima riferita all'effetto placebo e la seguente riferita ad una particolare forma di condizionamento che ha atto a seguito delle maggioranze nel sociale, entrambe mi hanno dato da riflettere sulla situazione del blog ed in particolare modo in merito alla stima che riceve allo stato dell'arte che come non mi stancherò mai di dire trovo svilente piuttosto che riconoscente in quanto ha virtù ed aspetti peculiari tanto da relegarlo culturalmente in uno status che lo vede strumento di nicchia quasi hobbistico anziché professionale come invece gli competerebbe.


Blogging ed effetto placebo
L'effetto placebo è quella forma di condizionamento che ci ricorda quanto sia potente la mente umana in un senso e nell'altro tanto da farci guarire o ammalare anche in assenza di una causa scatenante reale  asseconda la propria volontà, secondo tale rilevanza scientifica tutto potrebbe essere reso possibile e per cui basterebbe una forte convinzione, purtroppo il problema nel caso del riconoscimento culturale del blog risale sino a ben altre potenti forme di indottrinamento psichico e d'ostracismo.


L'orientamento un male non sempre necessario

blogging evangelist blogger blog formazioneLe scienze della formazione lo chiamano orientamento e sta' ad indicare un'azione esterna compiuta da terzi nei confronti del singolo al fine di aiutarlo nei processi decisionali inerenti il personale percorso di formazione, la mia esperienza mi porta invece a definirlo come strumento da regime culturale quando e se male utilizzato atto a strumentalizzare/condizionare coloro che per qualsivoglia ragione non sono capaci-indecisi in un dato momento a compire un atto pragmatico-prendere una decisione frutto di intenzionalità.

Ad ogni modo la seconda teoria con evidenze scientifiche ci dice che più soggetti possono trarre erroneamente la conclusione di stabilire la veridicità di un fenomeno anche quando vittime di mala interpretazione in virtù dall'essere una maggioranza piuttosto che un singolo.
In altri termini siamo portati ad avvalorare la convinzione di decifrare la realtà quando invece siamo spinti da una polarizzazione sociale che ci condiziona nella capacità di giudizio tanto da sostenere lo stesso errore solo perché lo commettono altri sino a convincercene profondamente.
Direi che a questo punto l'orientamento trovi più che terreno fertile in caso di ostracismo.


Condizionare sulle giuste interpretazioni della realtà anziché le false credenze
Ad esempio quando più soggetti sono testimoni addirittura oculari di un medesimo fenomeno e non lo capiscono potrebbero essere portati a credere nella cattiva interpretazione comune proprio perché altri insieme a loro sono stati vittime della stesso evento.
Questo fenomeno di massa rispetto all'effetto placebo che magari ci poteva lasciare uno spiraglio d'ottimismo ci riporta alla cruda e dura realtà secondo cui non solo la maggioranza vince per superiorità quantitativa ma oltretutto si rende assai pericolosa a causa di un potenziale e onnipresente/latente effetto di polarizzazione della volontà sociale.

Dati fenomeni quando riportati sulla questione del riconoscimento sociale dovuto al blog oltre ad essere ragione di profonda preoccupazione indicano eventualmente che la cultura potrebbe essere minacciata e attentamente manipolata da forze a noi esterne e non sempre ad avvantaggio/interesse della società.

Scoraggia anche che queste meccaniche psicologiche possano strumentalizzare il nostro essere sociale e che a poco possano servire le azioni dei singoli e di comunità ristrette ben intenzionate e dedite alla quotidiana evangelizzazione in favore di una cultura realmente democratica ed "open".


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Uno scenario futuribile per il blogging 
I blog andrebbero dati chiavi in mano a ciascun studente specie se universitari, i futuri professionisti di domani; chi ha contenuti deve avere uno spazio per rendersi trasparente cosicché possa onorare il proprio titolo di studio ed intraprendere quel percorso/processo di formazione permanente e continua che questo strumento impone a chiunque vi si approcci a lungo termine e rimanga così profondamente coinvolto.

Ancora,  generare prodotti e servizi, auto-promuoverli e fare persona branding e contribuire nell'edificazione di una cultura aperta e condivisa asservendosi del web non solo per fini comunicativi ma come reale bene comune al fine di incrementare il capitale umano.

Dopodiché l'attività di social networking porterà al confronto ed all'ampliamento del bacino d'utenza che risulterà non più ristretto al proprio ambito di competenza bensì allargato ad altri settori disciplinari a seguito di un approccio multidisciplinare maturato attraverso il fare blogging.


Spazio agli evangelists blog
Questo post è dedicato a tutti gli evangelisti a favore del media blog come mezzo per fare comunicazione/ formazione tra cui in particolare ho tenuto conto di +Riccardo Scandellari, emblematico un suo 'messaggio' che estrapolo e chiedo scusa in quanto ad averlo  decontestualizzato quest'oggi dal suo post "Il distacco necessario" in cui penso riferendosi più in generale alla sfera della comunicazione e magari in particolare al blog dice: "Negli ultimi mesi ho lavorato per riuscire a leggere il futuro di questo insolito mestiere che i più non comprendono."


Per quanto creda poco al suo riposo celebrale notturno preso ad esempio (si dice che la forma mentis di un blogger non dorma mai) pur considerandola una metafora perfettamente calzante riconosco la finezza insita nella citazione tratta dalla teoria di Erving Coffman sui ruoli sociali e su come tutto poi si decodifichi quando ne veniamo a capo ad un mega gioco di ruolo, compreso fare il blogger come appunto l'evangelizzatore web o evangelist blog e con cui bisogna venire prima o poi a patti con le fasi di stanca, quelle transitorie di cambiamento e le successive mutazioni-rigenerazioni che ne possono conseguire tipiche dell'arte della recitazione, ovviamente se si hanno nel mirino le 3 qualità fondamentali del bravo professionista web: lungimiranza, perseveranza e formazione permanente e continua.


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