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venerdì 12 agosto 2016

Blogger,disoccupazione e piani B

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Alla mia età se della vita non si è ancora capito niente una cosa perlomeno la si è appresa, ovvero che quando tuona vuol piovere tant'è che se si sente specialisti che parlano di piani B con molta probabilità è giunta l'ora di toccarsi, scaramanticamente (ovvio) s'intende.


Se i blogger spariscono è necessario un piano B alla disoccupazione

Pianificare un piano/ strategia per l'uscita di scena più che dare spazio alle certezze per il futuro apre le porte ai dubbi e non è certo una via rassicurante da percorrere verso l'affermazione del blog come strumento esclusivo per fare formazione online e affermare la figura del blogger-web writer per scrivere di content marketing.


Rischi reali per il blog ed i blogger
Dato per morto infinite volte, scampato a pluriomicidi il blog sopravvive a malapena e non certo di ottima salute per non parlare della stima nascondendosi appunto in zone di latitanza culturale perciò ha già vita dura figuriamoci poi se subisce attacchi dall'interno e tradimenti ad opera degli unici partigiani che lo difendono ovvero i blogger- web content editor; così corre seriamente il rischio di finire una volta per tutte assassinato e chiudere i battenti.

Autogol a parte la questione comunque non è riferita al blog ma alla figura professionale del blogger che a stavolta dopo un breve periodo operativo è a rischio d'essere liquidata.
Purtroppo temo che anche questa previsione in merito al futuro sia vittima dell'ennesimo disturbo-patologia di cui sono affetti coloro che condannano ed hanno condannato già da molto tempo il blog a morte certa.


Cosa fare in caso di tragedia repentina
Domani accendiamo il computer ed una volta acceduti al web si presenta dinanzi ai nostri occhi uno scenario apocalittico: i blog non esistono più, le aziende si scrivono i contenuti da sole insomma se la cantano e se la suonano in piena modalità dedita all'auto-erotismo e la piattezza culturale è tutto ciò che si può se non vedere perlomeno immaginare in internet.

I post schematici dominano le ricerche e le pagine di ricerca tutte uguali offrono cataloghi su catalogazioni di prodotti in vendita dalla fredda descrizione autoreferenziale, il web è divenuto una cosa sola una mega marchetta e ciò che predomina è l'egocentrismo aziendale.
Bene a questo punto lo spegniamo (il web) e finalmente torniamo a fare le nostre vite come nell'era precedente ad internet o altrimenti ci dedichiamo a fare altro perché nella vita non si smette mai di imparare, gli esami non finiscono mai, la sfiga ci vede benissimo..e bla..bla...blà...



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Il colmo del blogger/formatore 
Insomma fare il blogger e non scrivere e finire per fare il formatore nel mio caso specifico equivale ad una sorta di tecnologia inversa. ma anche a privarmi del piacere di faticare, lottare e sudare per questo mestiere ma soprattutto nel credere a continuare ad investire nel lavoro creativo;

se non altro nella mia mentalità è il formatore a scoprire il blogging per fare formazione e ad usare il blog come strumento/mezzo inerente le tecnologie dell'istruzione e non viceversa altrimenti rischiamo di tornare al punto di partenza quello del paradosso del blogger che non è un formatore e che pur essendo sapiente e competente non è capace di trasmettere la conoscenza.


Mi auguro solamente anzi speriamo che non si tratti del solito caso di auto poiesi aziendale in cui per la salvezza di se' stessi si elimina il futuro radioso per scegliere coscientemente le vie più che note dei nepotismi vari per finire inesorabilmente a brancolare nel buio e nell'oscurità dell'inedia produttiva e dell'infelicità evolutiva/professionale.


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