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domenica 7 agosto 2016

L'eutanasia di un blog

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Se scandagliamo la rete e neanche tanto a fondo è inevitabile imbattersi con post di tutti i generi in merito al dare vita ad un blog; nelle SERP poi è facile passare facilmente dai post freschi quasi di giornata a quelli derelitti scritti anni fa' secondo una logica tutta da motore di Ricerca che mi riserbo di non male interpretare che ne osannano esclusivamente l'immortalità.

A me invece pessimista di natura che quando va dal medico ancor prima di sapere cos'ha lo interroga sulle conseguenze tutto questo perbenismo mi suona sempre più distonico rispetto alla realtà, insomma il fatto è che nessuno ti dice una volta intrapresa una strada quale siano i rischi che si corrono mi pare contro natura; così facendo la letteratura presente online ci lascia in balia dell'esperienza secondo cui l'unico precetto possibile è quello che fa capo al sbagliando s'impara con il rischio di finire magari per impegnare più tempo a correggere gli sbagli che per procedere costruttivamente in ciò che si fa'.

Una domanda che ho posto spesso nelle mie interviste dedicate agli specialisti web è quali siano i segnali inequivocabili per cui è giunto il momenti di dichiarare un blog fallito, dopotutto sono tutti a parlare di grandi successi, numeri in crescita di followers che per contro ragionare in questi termini macabri ovvero della morte del blog a seguito della sua chiusura pare più che altro di avere a che fare con un tabù.

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Quando,il momento di dare per morto un blog?
Sapere quando relegare all'oblio informatico un blog dovrebbe essere una preoccupazione non dico precoce del blogger ma quanto meno da ponderare sin da subito prima dell'apertura ma tutto ciò dovrebbe essere basato su conoscenze certe ed oggettive e non su supposizioni o dubbie storie di risultati soggettivi e personali.

A fronte di un lavoro importante speso ed investito sia in termini temporali che quantitativi un blogger deve riuscire a sapere con esatta certezza quando è il momento di staccare la spina e affidarsi a freddi dati numerici ritengo non sia sufficiente per decretare la fine di un processo formativo di tale spessore ed importanza.


Una mera questione di sopravvivenza
Personalmente trovo la mia storia di blogger alquanto atipica rispetto a quelle che trovo raccontate da molti colleghi, forse è solo casuale o altrimenti non sono solo ed essa corrisponde altrimenti ad uno dei percorsi di apprendimento della professione come ce ne sono tanti; ho già scritto come nel mio caso scrivere sia diventato un comandamento perciò niente ripensamenti ne' reflussi di coscienza a posteriori sui miei passi percorsi sin'ora verso l'obiettivo di divenire un blogger-web writer specialista ma piuttosto che parlare di un'iperbole che si impenna continua verso il successo mi sento più a mio agio a descriverlo come un percorso altalenante tra continui alti e bassi intervallati da appunto qualche tiepida soddisfazione.

Mentre invece se devo parlare di energia utile e da investire in ciò che faccio non posso certo dire di ricavarla dagli altri bensì come unica fonte ho fatto sempre capo solo ed esclusivamente a me stesso.



La mia routine da blogger - il kit di sopravvivenza
  1. Auto-formazione e scrittura.
  2. Esercizio dedicato quotidianamente alla scrittura e ricerca d'un registro comunicativo originale- personale.
  3. Ricerca continua di argomenti riconosciuti come di utilità dalle utenze ma al contempo di uno stile unico ed originale che mi faccia distinguere dagli altri colleghi blogger.
  4. Attività quotidiana dedicata all'incremento del social networking.  
  5. Gestione dei canali social media-network.

Il blogger redivivo - Revenant
Non potete immaginare per quante volte ho dato il blog per morto, la verità è che spesso più che dargli vita pare di rianimarlo a dispetto di altre in cui vi è un tiepido procedere incentivato dai risultati quasi un torpore tant'è che è più opportuno usare la parola: redivivo.

So che per molti tutto ciò può suonare come inconsueto e strano il senso comune è di valutare l'esistenza di un blog esclusivamente dal suo essere online e perciò di pubblico dominio ma il suo stato di salute è tutt'altra cosa.. potrei dire che sia quasi collegato a livello neurale con il blogger che lo gestisce per il quale gli episodi di tanatosi non sono affatto eventi né infrequenti né tanto meno ahimè sconosciuti.

"Navigare in internet in questo senso quando la vostra nave/mezzo è il blog corrisponde a procedere verso dubbia destinazione con il rischio di finire spesso alla deriva..


Il blog non è solo uno strumento mediatico senza precedenti dall'origine dei media con cui non ha niente di paragonabile bensì i blog personali e corporate sono per il blogger un prolungamento di se' stesso e perciò anche un autentico viaggio nell'ignoto capace di condurlo sino ai confini della propria realtà professionale scavando nell'inconscio fino alle sue radici più profonde e recondite tutte qualità appartenenti alla sfera personale piuttosto che alle fredde statistiche e quindi meglio identificabili come risorse da ricercare dove risiedono capacità come l'autostima, la volontà ed il continuo adattamento nonché istinto di sopravvivenza.
Il blog è vita, sopravvivenza e morte e solo la tenacia è la forza che lo può tenere in vita, anche i numeri ma non solo..essi possono non bastare!


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