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venerdì 26 agosto 2016

Troppi titoli positivi, blog chiude

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Abbiamo una certa tendenza a preferire il male ed a prediligere quindi le cattive notizie a quelle positive secondo cui siamo selettivi per sopravvivenza si dice siano dovute all'atavico istinto di conservazione della specie quello che ci contraddistingue su questa terra e fatto evolvere; questa tale fenomenologia prede il nome di 'Negativity bias'.

Perché fare leva su titoli negativi
Sono oramai più che certo che cavalcare titoli all'apparenza negativi sia un valido spunto da cui prendere ispirazione per i blogger-web content writer ed i copywriter  che per date ragioni devono obbedire spesso al dovere della sintesi e ad esprimere per mezzo di poche parole frasi incisive e cariche di appeal.

Trattasi comunque di un trucchetto/effetto speculare quello di puntare sulla negatività che si ferma al titolo del post perché poi in verità per mezzo del disvelamento della trama del post il contenuto può essere tutt'altro che negativo, l'importante è solo non tradire l'aspettativa del lettore online.

Per ottenere questo risultato è necessario usare le parole chiave (keyword) afferenti la letteratura del contenuto inserendole nel titolo e successivamente lavorare di fantasia e creatività per ottenere un risultato che poi divenga di sicuro effetto.



Il blogger deve mettere in conto più tempo speso
Un compito assai complesso che richiede abilità ed applicazione a cui magari si può ovviare attraverso l'uso dell'ironia e del sarcasmo per quanto esse essendo figlie del paradosso espongono il titolo ed i sottotitoli al rischio da criticità che si incorre quando si sottopone il lettore ad un'intensa attività interpretativa-critico/riflessiva vuoi perché richiede tempo violando così la tipica lettura fugace e da immediatezza comunicativa online sia per il probante sforzo cognitivo che può sfociare persino in pericolose situazioni da analfabetismo funzionale.

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Attenzione alle criticità ed insidie
La soluzione ottimale risulta essere sempre e comunque fare leva su titoli e sottotitoli che non mescolino troppi stratagemmi insieme ed al contempo, quindi nel tal caso si sia scelto di fare leva sull'attrattiva che generano le cattive notizie per poi creare un effetto di dissonanza per fare presa sul lettore sorprendendolo è bene essere il più possibile chiari ed espliciti altrimenti il rischio che si corre è di divenire troppo criptici e perciò non comprensibili che è l'esatta antitesi del motivo per cui usiamo una soluzione strategica per la scelta di un titolo anziché limitarci a sceglierne uno che sia semplicemente rappresentativo del contenuto a cui viene sovrapposto.


Alcune esemplificazioni di titoli negativi
Il 1° esempio che mi viene in mente è il post dal titolo evocativo ed assai sintetico più volte cavalcato dai blogger: 'Il blog è morto' in cui poi invece non si faceva altro che intessere le lodi mediatiche del blog osannandone lo stato di salute intonso e l'aspettativa di vita da dichiararsi più che longeva.

Il 2° quello che ho scritto come a dargli seguito: 'A morte il blog!' dove adduco una delle tante motivazioni per cui ogni tanto qualche sedicente e fantomatico specialista web gli affibbia un'anatema a cui come minimo segue l'inesorabile dipartita.

Per questo post ero indeciso se usare il titolo in uso o un più suggestivo tipo: 'Blog suicide' se l'ho scartato è solo per evitare troppa consonanza con quelli adoperati fino ad adesso a favore della massima esplicitazione del senso del contenuto.


Questo schema può essere adoperato poi in qualsiasi altro contesto oltre che per i titoli ed i sottotitoli dei post di un blog e quindi anche per i social media-network, le newsletter, i Tweet e quant'altro imponga di trasmettere un concetto con poco spazio a disposizione e quindi con un limite numerico complessivo di caratteri.

L'obiettivo perciò dev'essere A) tentare di far presa sulla predisposizione innata dell'individuo il quale è maggiormente colpito da affermazioni negative per poi successivamente B) non tradirne assolutamente l'aspettativa motivo per cui ha deciso di leggere il contenuto e C) +1 bonus magari intrattenere anche divertendo per far tornare l'utenza e convertirla in lettori fidelizzati al blog.

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