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giovedì 27 ottobre 2016

Artigliato dal blogging: blogger grave

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Blogging: post dedicato a chi nutre ancora forti dubbi in merito alla catarsi che colpisce tutti coloro che vi si avvicinano cimentandosi nella cura e gestione di un blog avvalorati come sono dai sospetti e pregiudizi che non possa accadere anche a loro questo, insomma è per tutti gli specialisti di poca fede ancora resilienti verso il fenomeno blogging. 

Perché aprire un blog è molto più che un trend passeggero è una scelta di vita e di cambiare il proprio pensiero attraverso la nobile arte della scrittura e la perseveranza nel suo esercizio.
Cito anche ignobilmente un certo Walter Ong che con il testo 'Oralità e Scrittura' spiegava bene come la scrittura avesse portato il nostro pensiero una volta trasposto in scritto in uno schema di pensiero di stampo logico deduttivo ed orientato secondo una linea temporale disposta da sinistra verso destra attraverso cui poi abbiamo imparato a visualizzare nella parte mancina il passato all'opposto il futuro. La sua teorizzazione è che l'oralità dell'era precedente non avrebbe consentito noi di poter visualizzare, così il pensiero "virtualmente" per poterlo meglio regolare secondo i parametri oramai noti di stampo orientativo/ temporali.


Comunicazione e comunicatori
E' giusto elogiare personalità come Gianluca Vacchi a modello di uomo di comunicazione che si è fatto da solo?
Non ne farei una questione di giusto o sbagliato, di bene o male bensì relativa all'ecologia dei media visto che Gianluca Vacchi lo si elegge a Re dei social media a furor di popolo e quindi restringendo il campo di analisi al significato che egli trasmette con il 'messaggio' che veicola-eroga sul ed atraverso il web.
A prescindere dal ricevente purtroppo stiamo assistendo ad una progressiva smaterializzazione del valore dietro cui invece si erge per contro la potenza della trasmissione del 'messaggio' rispetto al passato dove a dispetto di quest'ultimo potente e di qualità i mezzi si mostrano sempre più capillari e pervasivi.
Il problema o se volete la questione è che oggi a fronte di mezzi potenti di diffusione di massa del 'messaggio' è quest'ultimo ad essere impoverito tanto risultare depauperato del suo valore intrinseco portante al punto tale che il 'messaggio' pur giungendo a tanti ma non veicola niente, poco o nulla.


Siamo uomini o comunicatori?
Piuttosto ciò che è necessario infondere ai giovani a modello di virtù e di vita senza nostalgie per il modelli del passato che appunto come dice la parola stessa ci richiamerebbe altrimenti al sostenere una opinione per giunta anacronistica è invertire ciò che avviene oggi in senso valutativo elogiando l'importanza della sostanza/valore a dispetto del materialismo più spinto ove prima vi è l'amore per ciò che si fa e dopo viene il successo vagliando anche l'opzione neanche tanto remota di rimanere sconosciuti e spiantati e dover fare infine ricorso all'arte della sopravvivenza.
Ma temo che a pochi se non a nessuno può interessare avere la pancia vuota anche se con il cuore al caldo ospite nel talamo della passione.

Una persona che non è in pace con ciò che fa e ha questo genere di conflitti poi è in guerra con se' stesso finché non la trova e difficilmente ha un percorso sereno ed oltretutto così facendo ruba tempo prezioso alla sua arte.


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Cosa c'entra il titolo con la comunicazione ed i comunicatori
Adesso dovrei trovare il modo di agganciare il titolo con il contenuti pena altrimenti il dovermi sorbire l'accusa di traditore semantico e di aver fatto leva sullo sfruttare l'effetto che sortisce non mantenendo infine la sua "promessa/aspettativa" quella predittiva.
Giustificare l'essere artigliato dal blogging non può che avere una valenza positiva tant'è che se ci pensate bene non ho scritto grave in ospedale quindi ad onor del vero la situazione può essere gravosa ma non pericolosa in termini di perdita della vita.

Okkei forse suona come se mi stessi arrampicando sugli specchi anzi avete proprio ragione il blogging non ha niente di gravoso è solo pura passione mista a divertimento quindi piacevole.


Scrivere non è moda, un costume della società è un'attività intellettuale
Perciò anche se l'espediente non ha funzionato perdonatemi almeno per averlo fatto per una buona causa anzi due perché il tema del blogging nel mio caso e credo comune a molti blogger si ricongiunge inevitabilmente al precedente dell'amor proprio che trova soddisfazione all'unirsi indissolubilmente con la passione in ciò che più si ama fare al fine di trasformarlo in un oltre-meta-lavoro, un lifestyle, qualcosa di veramente trendy capace di farci mutare persino in una versione migliore di noi stessi cosicché per esempio quando ci troveremo a sostenere una conversazione anziché farci apparire come dei meri materialisti saremo invece capaci di articolare ragionamenti finalizzati ad esempi concreti, soggetti e modelli da cui prendere realmente ispirazione e poter alimentare così la ruota della creatività invece di inibirla e non faccio certo riferimento a prendere a modello teorie pseudo-esistenzialiste ed idealiste campate per aria e post-moderne del caxo!


La moda in ogni settore dello scibile siamo noi a farla, a deciderne i prodotti ed infine a farla sopravvivere invertire il processo secondo cui è lei a dominarci ci fa presto diventare dei venduti anziché degli acquirenti-consumatori consapevoli creando così un pericoloso circolo vizioso di natura intellettuale ancor prima che economica dove non siamo più noi a dare valore alle cose ma gli oggetti a darne a noi, ma quest'ultimi si sa che non ne hanno senza la nostra fondamentale esistenza da cui certo non si può prescindere. (almeno per il momento)

Difatti se eleviamo ad esempio come modelli virtuosi poco più che gusci vuoti di rimando otterremo il trionfo della nulla il quale di riflesso potrà generare/creare al massimo il niente.
Detto questo ci tengo a dire che +Gianluca Vacchi mi sta' simpatico lo preferisco indubbiamente a Corona e ne comprendo l'edonismo nonché la voglia di godersi ciò che ha al massimo delle sue possibilità psico-fisiche e di ciò che concernono le sue possibilità terrene, condivido la sua passione per l'esercizio fisico e per la disciplina in generale come metodo-approccio da applicare su qualsivoglia attività concorra nel migliorare la nostra esistenza transitoria e fuggevole che ci è concessa di vivere su questo pianeta.

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