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martedì 15 novembre 2016

Blogger licenza di uccidere

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Blogging: mai come in questa era 3.0 uno strumento mediatico è stato così potente da poter fungere da media utile alla comunicazione ed al contempo alla formazione ed alla sfera professionale-personal branding un fenomeno così raro e rivoluzionario da confondere tra la sua cura-gestione hobbistica e la sua utilità ai fini professionali; trattasi dell'ennesima situazione politico-culturale o banalmente di un aspetto che sottace l'altro?

I blogger non hanno né una licenza né un albo su cui poter essere registrati eppure fa quanto pare sembra essere una professione la quale per giunta comporta rischi e responsabilità che esulano dalle attività, invece, orientate esclusivamente al soddisfacimento ludico; praticare blogging oltre che essere divertimento allo stato puro è pure un'attività lavorativa quindi ha tutte le carte in regola per essere regolamentata e giocare con i grandi!

Blogger: Licenza per uccidere
Pubblicare che lo vogliate o meno è una cosa seria! Le conseguenze possono balzare addirittura all'attenzione delle cronache più estreme come d'altronde ahimè è già avvenuto e che per meglio intendersi sono quelle da cui non si torna più indietro.
Ma si può anche sbagliare siamo esseri umani e le colpe andrebbero commisurate al grado di responsabilità dell'azione compiuta e non a larga gittata così alla dove colgo colgo, altrimenti, una legge diventa un bavaglio, una regolamentazione con tolleranze ed equilibri da regime.

Fortunatamente c'è come sempre anche un rovescio della medaglia perché per converso se non esiste una licenza essa non può neanche essere tolta o sottratta temporaneamente perciò una volta compiuto un reato a seguito di denuncia in cui la conseguenza più grave può essere la chiusura del blog l'autore-blogger può aprirne velocemente un altro e continuare così a perpetuare le cattive azioni di fatto non arginando così alcun problema.


Il blogging è un gioco per adulti 
Questa presa di posizione finisce solo per confondere cioè sposta per la regola della prospettiva il focus dallo strumento alla colpa e quindi la legge rimane comunque non adatta ed inadeguata, inoltre siamo certi che appunto il colpevole non ripeta lo stesso gesto comunque?

Ironicamente quando mi chiedono cosa faccio per lavoro tiro un sospiro di sollievo perché nessuno mi potrà mai maledire con sortite del tipo: "Speriamo che ti ritirino la licenza!" lo so è una magra consolazione ma perlomeno mi fa pensare che con il blogging ho buone speranze di rimanere per sempre inoccupato ma non disoccupato non fa molta differenza con la gente ma è terapeutico perlomeno nei confronti del senso di colpa.


Soluzioni al wild wild blogging
Abbiamo tirato giusto due riflessioni su come la legge abbia pensato solo a punire e non a risolvere tanto per cambiare dimostrandosi così assai poco sensibile rispetto alla spinosa questione inerente il blogging e assai meno incline alla valorizzazione per contro di natura tecnica in visione dell'importanza che i blog hanno online e quindi a tollerare eventuali errori/ criticità/rischi intrinsechi alla pratica della professione di chi la svolge quotidianamente.


Fruizione blog: tutti la fanno ma nessuno l'ammette
Dopotutto mi piace ricordare che spesse volte a rispondere alle domande di moltissime ricerche online anche se i meno esperti si fermano a credere di aver avuto a che fare con semplici pagine web sono proprio i blog. Al di la' che di ciò che il gran numero di utenti rileva a soddisfare l'aspettativa ci pensano loro e questo aspetto ce la dice lunga anche in merito alle chance che il blog ha da offrire a chi ne gestisce uno come sulle responsabilità a cui dovrebbe al contempo adempiere.

Per i meno esperti, provate pure per credere, vi invito a fare una banale quanto semplice azione di scrolling per andare in cima alla pagina a seguito di una o più ricerche web e constatare quante volte compare un header-intestazione di un blog che si offre per darvi una risposta.
Inoltre vi è anche un plus: le risposte poi sono anche più di una e quindi potete scegliere la più soddisfacente a vostra discrezione dalle papabili.

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Chi lavora commette errori prima o poi 
Dopotutto gli errori capitano a tutti e sono connaturati all'essere umano essere così aspri e generalisti nell'era della comunicazione o per contro totalmente allo sbando non è un equilibrio accettabile ne funzionante, è necessario intervenire quanto prima e definitivamente!
Un professionista/specialista corre il serio rischio di incappare in pene la cui misura punitiva è pari a quella di un reato ad opera di un reale malfattore e questo è inaccettabile per l'informazione-comunicazione.
Si dichiara spesso che in riferimento alla data legge che un blog non è da considerarsi al pari di una testata giornalistica per evitare di incombere in spiacevoli situazione controverse quanto collaterali che con il blogging c'entrano assai ben poco per contro però non si dice mai il contrario lasciando quest'ultimo nella terra di nessuno ove non esistono leggi ne tutele ma solo punizioni e restrizioni.
Mentre invece aspetti deteriori a parte bisognerebbe incentivarne l'uso sia per gli aspetti positivi della scrittura riconosciuti da sempre che per quelli costruttivi ed edificanti dal punto di vista professionale, in un periodo così di crisi la tutela dei blogger mi pare andare solo controcorrente.
Ad esempio l'ironia il sarcasmo e la satira dovrebbero essere contemplate tra i registri e le modalità comunicative anziché perseguite ed è solo un esempio tra i tanti per dire che la cultura va tutelata ed essa dev'essere libera per farlo altrimenti è autolesionismo.


Magari si potrebbe pensare a fare una sorta di patente a punti a scalare che una volta esauriti a furia di errori si rimane senza e bisogna tornare all'asilo anzi no scusate a scuola come in quella in cui si apprende a guidare.
D'altronde errare è connaturato all'agire dell'essere umano pensate un po' alle volte si apprende addirittura sbagliando ed una seconda possibilità quando la colpa non è grave sono dell'idea che non si debba negare a nessuno specie se nelle mire ha solo obiettivi e finalità di sana e buona volontà.

Qui non si tratta di perseverare a sbagliare ma di punire il primo sbaglio anche se non grave con la chiusura di un blog evento drammatico e non certamente commisurato alla colpa, che è un po' come tagliarvi la lingua dopo aver pronunciato una parolaccia..màh..se a voi va bene così sappiate che i vostri blog sono in uno stato di rischio perenne e permanente.

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