Drop Down MenusCSS Drop Down MenuPure CSS Dropdown Menu

mercoledì 15 marzo 2017

Intervista ad Angelo Cerrone Digital strategist | Marketing specialist | Blogger

Intervista ad Angelo Cerrone - Digital strategist | Marketing specialist | Blogger - su: blogging, comunicazione, social media networking, web writing, personal branding, formazione, comunicazione.

Quando Angelo Cerrone di angelocerrone.it mi ha consegnato l'intervista con le risposte - tempi a parte super fulminei - mi ha detto queste parole: "Ciao Antonio, ho già risposto alle tue domande. Erano cosi coinvolgenti che ho deciso di dedicarmi alla tua intervista" inutile dirvi che per il mio ego sono suonate come un inno alla carica per la mia autostima 😵.

La soddisfazione è la conversione più bella e gratificante per chi si occupa di contenuti, numeri a parte sono le parole a riempire lo spazio di questa pagina web che porta il nome di introduzione e sono sempre loro quelle che arrivano prima alla mente e poi se ci sanno fare a raggiungere il cuore.

E con questa intervista secondo me ci siamo riusciti a tratti con l'amore per ciò che facciamo e poi a grandi linee che proseguono sino all'infinito con la passione che ci mettiamo.

Adesso, però, lasciamo parlare lui, Angelo che altrimenti divento autoreferenziale 😎 per davvero e poi finisco tutto leccato, Hiiìii che schifezz.


Ciao +Angelo Cerrone innanzitutto benvenuto prima di procedere ti andrebbe di parlarci di cosa ti occupi e del tuo percorso formativo?

Certo, volentieri. Mi occupo di marketing e comunicazione per imprese e liberi professionisti sia in ambito tradizionale che in quello digitale.
La mia attività è iniziata nel 2013, prima che concludessi gli studi presso l’Università di Salerno. Lì, mi sono laureato in comunicazione di impresa con il massimo dei voti e relativa lode. Successivamente ho seguito alcuni corsi di formazione online e ho cercato, in ogni momento, di mettere in pratica ciò che ho imparato durante i corsi universitari.
Nei primi mesi mi sono concentrato esclusivamente sul marketing tradizionale ma poi il mio amore per il digitale è sbocciato definitivamente.
All’inizio ho lavorato prevalentemente con i social network ma poi le mie competenze si sono estese anche ad altri settori del digital marketing.
Oggi mi occupo di Sem, Seo, web marketing, web design, blogging e social media. Insomma la mia vita professionale è racchiusa nella tecnologia.


Quanto ritieni sia importante avere un blog per svolgere la tua attività online?

Un blog non è importante, è fondamentale per svolgere la mia professione.
Infatti in questi anni di blogging ho conosciuto nuovi professionisti, ho ricevuto alcune richieste di collaborazione e soprattutto la mia notorietà e reputazione è aumentata a dismisura.


Il blog è uno strumento con cui è anche possibile erogare formazione come fruirne?

Direi proprio di si, visto che il mio primo blog ha ottenuto risultati concreti proprio attraverso un’erogazione continua di nozioni più o meno complesse. Attraverso i post si possono conoscere nuovi strumenti per lavorare in ambito digitale oppure apprendere quelle nozioni che magari hai sempre sottovalutato. Il mondo del blogging si regge proprio su questo concetto di dare ed avere. Io fornisco un concetto e gli altri ne usufruisco e mediante la condivisione dei post, il sapere si diffonde sul web.


Quante ore dedichi al giorno alla scrittura ed in che modo ti sei avvicinato e poi appassionato al blogging? Mentre all’attività di documentazione-formazione quanto tempo dai?
     
Mi sono avvicinato al mondo del blogging pian piano. Prima trascorrevo le giornate a leggere gli articoli dei miei colleghi per apprendere nuove nozioni, poi ho deciso di scendere in campo per mettere in pratica ciò che avevo imparato. I primi mesi sono stati durissimi, visto che i risultati si facevano attendere ma poi il mio blog ha iniziato a macinare risultati. Per quanto riguarda le ore di scrittura più o meno ho ridotto notevolmente i tempi di realizzazione di un post. Prima impiegavo dalle 4 alle 5 ore per realizzare un articolo di medie dimensioni. Ora in solo tre ore sono in grado di realizzare un articolo medio-lungo. L’esperienza è fondamentale anche in questo settore.
     
Invece per quanto riguarda la documentazione-formazione non ho tempistiche precise in quanto spesso realizzo i post in base alle miei esperienze personali con il web. Quindi si tratta di conoscenze racchiuse nel mio bagaglio culturale e non conoscenze esterne.

Dici blogging e molti vedono un lavoro che possono svolgere tutti nessuno escluso e per giunta facilmente ma le cose stanno realmente così?
       
Sarò sincero, non è un lavoro per tutti. Per prima cosa è necessario saper scrivere. In secondo luogo bisogna essere competenti negli argomenti trattati. E terza cosa bisogna aver la passione per quest’attività.
Il mondo del blogging non è un luogo di improvvisazione dove magari un utente apre un blog ed inizia a scrivere articoli da 100 parole.
Dietro ad un blog, c'è tanto lavoro e soprattutto competenze di seo, semantiche, linguistiche e relazionali. Infatti senza le relazioni, un blog è destinato a morire.


Ancora, molti lo raffrontano con guadagni immediati e comodo lavoro da casa, trattasi degli ennesimi miti da sfatare o c’è del vero?

Anche in questo è tutto falso. Nessuno ti offrirà una collaborazione o un’opportunità di lavoro dopo solo un mese di attività. I primi contatti arriveranno solo dopo due anni e spesso le richieste di collaborazioni non saranno nemmeno coerenti con la propria attività. Anche nel campo della vendita degli spazi pubblicitari, il sistema è completamente cambiato. Google Adsense ha ridotto gli introiti e per aderire al programma è necessario che il blog abbia già sei mesi di vita. Inoltre le visualizzazioni non sono più un paramento sufficiente per remunerare. Al giorno d’oggi è necessario concentrarsi anche sul tempo di permanenza di un utente su una determinata piattaforma in quanto senza questo parametro è difficile quantificare la qualità dei contenuti.


Non ho potuto fare a meno di leggere i tuoi post su Pulse sono tutti interessanti e centrati sulle tematiche del lavoro, condivido pienamente le tue opinioni in merito nella fattispecie quella sui limiti di età nel lavoro e nella formazione; a mio modo di vedere questo è un problema che ci portiamo dietro con il nostro sistema istruttivo in base a come è strutturato potrebbe essere una soluzione adottarne, invece, uno curricolare? Che opinione hai rispetto al sistema scolastico in relazione all’ incresciosa situazione lavorativa-occupazionale nostrana?

Ho dato vita al progetto Libertà di lavorare proprio per evidenziare le “ingiustizie” italiane nel mondo del lavoro. Il sistema di selezione fa acqua da tutte le parti e nonostante la legge lo vieti, vengono ancora pubblicati annunci di lavoro dove l’età è un fattore fondamentale per essere selezionati.
Questo sistema ha determinato una minore competitività delle imprese italiane sul mercato visto che spesso le stesse aziende offrono contratti di lavoro poco gratificanti.
È ben chiaro che la competitività è determinata anche dalle motivazioni dei singoli dipendenti che rappresentano il vero valore aggiunto di ogni azienda. I dipendenti devono muoversi in sinergia per creare quel vantaggio competitivo fondamentale per affrontare i continui mutamenti del mercato.
Naturalmente l’attuale situazione economico-lavorativa italiana è condizionata anche da un sistema scolastico obsoleto dove la teoria continua a prevalere sulla pratica. Penso che sia giunto il momento di rivoluzionare la scuola e le Università italiane.  Meno teoria e più pratica è l’unica soluzione per rilanciare l’economia del nostro Paese. Abbiamo bisogno di nuove idee, di nuovi progetti e soprattutto di studenti che sappiano applicare ciò che hanno imparato durante il loro percorso di studi.
Oltre a questo, le assunzioni dovranno essere “condizionate” dai curriculum e non da dati anagrafici o sociali perché solo in questo modo si potrà essere competitivi sul mercato.


Che ne pensi se la selezione delle nostre carriere prima istruttive e poi formative fossero improntate su di una selezione attitudinale? Possibile che una tale realtà possa prendere campo in Italia e se no perché?

Credo che sia l’unica strada percorribile ma al momento in Italia si preferiscono altre metodologie orientate ad un abbassamento dei costi fissi e al clientelismo. Questa tendenza si sta affermando anche su web e spesso se non fai parte di un “tribù” sei tagliato fuori da qualsiasi attività digitale. Ma per fortuna, sul web la creatività e le capacità personali continuano ad essere un fattore determinante per la propria carriera professionale.


A ragione della tua esperienza su Pulse e dal tempo trascorso dalla sua implementazione-integrazione con i profili ritieni che oramai si possa definire un format che ha particolare successo su Linkedin e magari riuscire a giustificarne anche il perché? Per strappare qualche migliaio di like pensi che vi sia, quindi, un modello-schema replicabile?

Il successo di Linkedin Pulse sta nella natura del social network ovvero un luogo professionale dove la maggior parte degli utenti ha una certa sete di conoscenze. Inoltre la piattaforma di microblogging è anche ben organizzata in quanto oltre alla possibilità di formattare il testo e di indicizzare e posizionare i contenuti sui motori di ricerca, c'è la possibilità di condividere il post sui principali social network.
Questi sono solo alcuni fattori che condizionano il successo di Pulse in quanto c’è un fattore spesso sottovalutato ovvero la possibilità di fare storytelling aziendale.
Ogni dipendente può pubblicare una sua esperienza personale in modo tale da mostrare il lato umano dell’azienda con cui lavora. Un’idea che stuzzica la mia fantasia digitale ma che al momento nessuno l’ha messa in pratica.
Per quanto riguarda i like, ti dico sin da subito che non esiste una ricetta segreta. Tutto è determinato dal contenuto realizzato, dal numero di condivisione ottenute e soprattutto dalla popolarità di chi scrive.
Qui si ritorna al concetto di prima ovvero al clientelismo. Infatti i like sono determinati anche dalla notorietà dei personaggi digitali in quanto sul web più sei noto e più la gente tende a lasciarti un like. Motivo? Molti cercano visibilità.


Detto altrimenti credi vi sia un utente tipo di Linkedin forse ancora più fototipo e facilmente identificabile rispetto a Facebook? Se così fosse credi sia un vantaggio o l’ennesimo sintomo da ecosistema la cui audience - italiana - è perciò anch’essa tristemente stereotipata? 

Linkedin ha perso la propria identità di social di "élite" e con il processo di facebookizzazione, la stereotipizzazione è ormai realtà.
Su questa piattaforma c’è il classico personaggio in cerca di like, il corteggiatore, il polemico, il saccente e cosi via. Questo rappresenta uno svantaggio per la piattaforma visto che rischia di perdere credibilità agli occhi dei reclutatori.
Penso che essere se stessi sia un bel biglietto da visita per chi ci osserva dall’altra parte dello schermo.

Se dico social media-network pensi ad uno strumento che ci ha elevati socialmente ed incrementato il capitale umano o al momento siamo piuttosto dinanzi ad un fenomeno in cui lo strumento-mezzo è assai superiore alle nostre capacità attuali con il risultato invece di un suo depauperamento?

I social media sono strumenti inesplorati in quanto non abbiamo ancora capito le reali potenzialità di utilizzo. Faccio un esempio. In questo momento le stories sono l’argomento più gettonato, ma nessun professionista ha capito bene come utilizzarle. Questo significa che l’uomo ha costruito la macchina ma non ha ancora capito le sue potenzialità.


Lavorando da molto tempo nel web quest’ultimo trovi che ti abbia pienamente soddisfatto, sorpreso o per il momento illuso le tue aspettative professionali?

Direi soddisfatto. In due anni e mezzo ho ottenuto risultati straordinari.
Ho vissuto una fantastica esperienza con la piattaforma gratuita di Wordpress, ho creato un blog di proprietà, sono stato oggetto di studi in una tesi universitaria e ho ottenuto anche alcune collaborazioni. Come “inizio” direi che non è male.


Qual é il web che vorresti vedere in futuro ma soprattutto come vedi l’Angelo che vi lavorerà tra 5 anni?
      
Il web che conosciamo tra cinque anni non esisterà più. Il mondo digitale si sta spostando sugli smartphone e quindi il futuro del marketing è prevalentemente mobile. I siti vetrina si trasformeranno in app illustrative, i social diventeranno un luogo per fare assistenza clienti e lo smartphone diventerà lo strumento mediante il quale si effettueranno gli acquisti.

Gli ecommerce sostituiranno i negozi tradizionali e ahimè ho il timore che le nostre vite reali saranno digitalizzate anche in ambito privato. La realtà tridimensionale è il futuro del web e delle nostre vite. Tra 5 anni tutto questo potrebbe essere realtà, sperando di essere arrivato ai vertici del marketing italiano.

Realtà virtuale a parte tra 5 anni io e Angelo Cerrone ci ritroveremo comunque puntuali nel luogo in cui già adesso ci siamo trovati per incontrarci, ovvero nella comunione d'intenti e a fare contenuti di qualità, ne sono certo 😊. Angelo mi piace e lo stimo tantissimo perché oltre ad essere uno specialista web univoco ed originale è un combattente, una qualità oramai più unica che rara che meriterebbe solo per questo valore che apporta di avere una amplificazione del 'messaggio' che produce e per cui mi sento inevitabilmente "fratello in armi". Che altro aggiungere quando il suo coraggio parla da solo se non uno scontato:
"Bravo, complimenti continua così, sei un grande!" 😉

CONDIVIDI
non fare il tirchio
il contenuto
è
VALORE