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domenica 26 marzo 2017

Tutto lo storytelling possibile in 1 post

storytelling d'impresa

Sei una azienda in piena crisi con il calendario editoriale per curare il vostro blog? Pensi allo storytelling ma non sai come raccontarti? Esaurita la vena creativa? Ecco la soluzione fatta apposta per te!

Ci sono momenti nella vita in cui a seguito di altri dove hai seminato a lungo ti trovi a fare bilanci e spunta fuori che le cose stanno cambiando. Tranquilli non è mia intenzione prenderla alla larga qui si parla di blogging ed è solo e solamente a questa attività online che faccio riferimento.

Sono sempre più convinto che la figura del blogger si stia ibridando necessariamente quando veste i panni del freelance con quella del copywriter e del formatore.
Anche lo schema narrativo perciò ne risente per un risultato finale molto interessante e stimolante che apre nuovi scenari espressivi in ambito content marketing. Le influenze espressive d'altronde non mancano di certo ed a trasformarsi in contaminazioni a furia di fare ci mettono poco.

A mio modo di vedere il blogging è il denominatore comune, il motore che può far girare tutti gli ingranaggi contemporaneamente, e che sound quando pigiate sull'acceleratore che per il blogger è la tastiera sia che siate mono-autore-cilindrico o a 12 pistoni come la Ferrari dei multi-autori quel che restituisce online è un suono rauco e cattivo che sprizza potenza da tutti i pori.

Il titolo che ho scelto non vuol essere fuorviante ma predittivo, la sostanza su cui intende soffermarsi è la influenza che lo storytelling andrà a sviluppare nei confronti delle aziende che dispongono di un blog aziendale.

Il calendario editoriale: un mostro continuamente assetato


Il calendario editoriale è noto ai blogger per la sua sete mai soddisfatta, famelico di idee ha messo più di un blogger sul lastrico creativo. Ma è ancor più noto ai committenti - stakeholder che li ingaggiano a cui è andato a disturbare il tranquillo sonno notturno. Presto esaurito l'entusiasmo e la freschezza dell'esordio in cui si parla prettamente aziendalese e in toni facilmente auto.-referenziali si presenta il cruccio di come proseguire a fare a rimpinguare le esigue pubblicazioni che oramai da tempo prestano il loro fianco alla resa.. 😥

storytelling impresa aziendale storia blogging


..inevitabilmente si passa a ridurre la frequenza di pubblicazione poi ad esplorazioni profonde dell'albero genealogico per trovare un cugggino o chissà che cosa. Magari si pensa pure persino all'inseminazione artificiale in attesa di un erede di talento. Ho esagerato ma rende l'idea, ma diciamocelo, solo perché non è un piano attuabile, almeno per il momento. Sino ad allora quando i viaggi temporali saranno una bazzecola tocca rivolgersi verso altri lidi, sorry 😀 amati committenti al momento il destino vi è avverso, o passate ai freelance o meglio che iniziate con il farvi prescrivere una sana dose di ansiolitici e perché no di sonniferi. O altrimenti, come dicono altri, perché  non passare alla formazione di figure interne portate per la scrittura per mano di blogger freelance esterni?


Raccontare l'azienda dall'interno


Autopoiesi aziendale, Niklas Luhmann l'aveva detto chiaramente, le aziende si riproducono dall'interno, chiudendosi si proteggono ma finiscono per annientarsi. E' un processo alla lunga inevitabile! Pare si rinnovino ma non lo fanno. Parimenti se il blogger proviene dall'interno e la sua figura è li per raccontarvi presto imploderà e la sua crepa genererà una falla a mo' di incrinatura nel bicchiere rendendo l'azienda anziché forte, fragile. Egli non rafforza alcunché ma è un punto di rottura, un point break. Non proprio un bel modo per iniziare a raccontarvi.. ossia iniziare dall'inizio della vostra fine.. poi per carità de gustibus. 😝


Aziende ragionate da start-up


Un blogger copywriter che proviene da fuori porta apertura all'interno di un sistema passibile sempre del rischio di cadere in ottusa chiusura nei confronti del nuovo, e può raccontarvi in qualità di elemento inserito nell'organico con la freschezza non contagiata dall'abitudine inserendo così al contempo ed implicitamente ad ogni post-blog una porzione di prezioso storytelling aziendale.

Non vi è cosa più triste di finire a ridere da soli delle proprie barzellette. Un racconto non condiviso è un fallimento miserrimo dell'obiettivo per cui ci siamo proposti inizialmente di raccontarci. Lasciamo a chi se la canta e se la suona da solo il piacere autolesionistico e masochista di godere in solitudine.

Dopotutto non scrivete di voi proprio con l'intento di generare empatia con i vostri clienti e farvi vedere e percepire attraverso i loro occhi e la loro personale prospettiva d'analisi ovvero per come vorreste apparire agli occhi degli altri? 😎

Crediti foto: 1 - 2