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martedì 20 giugno 2017

Intervista a Emma Frignani - web writer, blogger

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Intervista a +Emma Frignani di www.emmafrignani.com, su: blogging, comunicazione, formazione, web writing, copywriting, personal branding, social networking.

Prima di procedere, domandona: "Voi ci credete nel destino?"

Mentre invece, alla cabala?

Allora spiegatemi questa serie di coincidenze/ incidenze astrali, Emma è del '77 come me, ha aperto il suo blog nel medesimo anno ovvero il 2012-13 in cui l'ho fatto io, è appassionata di scrittura e tanto per finire in bellezza ha deciso di fare nella vita la web writer - copywriter che si da il caso sia la stessa scelta che ho intrapreso e deciso di portare avanti tra le tante che mi sono passate davanti nella vita. Per tanto ma anche per molto meno non posso fare altro che apparire in tutta la mia fragile superstizione che a quanto pare quest'oggi risolve questo comune percorso fatto finora di numeri in una intervista. E qualcosa mi dice, già lo sento, che due strade si sono incontrare per lo meno in una passione comune quella per la scrittura nella fattispecie quando declinata nella sua versione online.

Leggetela e poi sappiatemi spiegare se trattasi solo di topoi esistenziali casualmente accomunati o invece, di un curioso segno del fato 😎


Ciao Emma ti andrebbe di presentarti e dirci di cosa ti occupi?

Ciao Antonio, innanzitutto ti ringrazio di cuore per questa intervista! È sempre una bella sorpresa e, più di ogni altra cosa, un’occasione per riflettere su chi sono, cosa faccio e cosa voglio dalla vita. Cose non sempre scontate, almeno per me.

Mi chiamo Emma e quest’anno compirò quarant’anni. Dal 2013 – beh, l’idea covava almeno da un anno prima – ho deciso che avrei fatto della mia passione, tenuta fino a quel momento nascosta come una vergogna, un mestiere.

La passione di cui parlo è la scrittura, mia fedele compagna di viaggio da tempi immemori.

Per prima cosa, mi sono rimboccata le maniche e ho cominciato a cercare, una delle attività che amo di più al mondo insieme alla scrittura. In seconda battuta, convinta anche dalle mie letture, ho pensato di aprire un blog, anche se non avevo un piano in testa. Non amo non avere piani, procedere tentoni non fa per me, ma ho sentito il bisogno di buttarmi in questa nuova avventura; se avessi aspettato di essere pronta, il mio piccolo blog sarebbe ancora soltanto nella mia immaginazione.
In terzo luogo poi, resa impavida dal mio gesto, ho detto al mio compagno, titolare di un’agenzia web, che nell’organico mancava una figura a mio parere fondamentale, una persona che si occupasse della comunicazione scritta e delle strategie comunicative legate alla scrittura.
In sostanza, mi sono proposta come web writer prima, poi, in concomitanza con intense sessioni di studio e ricerca e dopo aver frequentato diversi corsi, come web content editor e consulente social.


🔵►Link suggerito: 'Pagina Facebook di Emma Frignani'



Qual è la tua principale passione, quella prediletta che hai deciso di far sfociare sul web? C’entra qualcosa con l’aver aperto un blog?

Ops, forse ti ho già risposto prima. La mia passione principale è legata alla scrittura e, di conseguenza, alla lettura. Un’altra attività che ho sempre tenuto nel taschino senza mai goderne appieno fino a ottobre dell’anno scorso è sicuramente il disegno, cui finalmente sto dando spazio.

Ho aperto il mio blog per sperimentare la scrittura su una piattaforma pubblica.

Volevo (e voglio ancora) superare la paura del giudizio, della critica, o più semplicemente dell’espormi a possibili giudizi e critiche. E voglio condividere con chi vorrà leggermi riflessioni sulla vita, sulle mie esperienze ed esercizi di scrittura creativa quali possono essere i miei racconti.


Quando scrivi un testo lo pensi direttamente nella stessa versione come lo scrivi online o prima di pubblicare passi ripetutamente al setaccio la bozza al fine di fare un lavoro di sintesi che lo renda più facile da leggere?


Di solito, quando arrivo alla fase di scrittura vera e propria, significa che ho già in testa ciò che voglio dire. E mi limito a metterlo per iscritto. Dacché ne ho ricordo, ho sempre fatto così, anche alle superiori e all’università: ero capace di stare anche più di un’ora senza scrivere nulla.
Poi, d’un tratto, appoggiavo la penna al foglio e scrivevo il testo definitivo. Solo da molto piccola ho sfruttato la brutta copia. Poi, me ne sono liberata come di un peso superfluo.
Penso molto e sempre e, probabilmente, fisso nella mente i concetti che poi escono dalle dita ed elimino quelli che non c’entrano o che non voglio inserire nel testo che ho pensato.

Naturalmente, rileggo più di una volta il risultato del mio lavoro mentale, ma mi capita difficilmente di aggiungere o togliere qualcosa.


Dico blogging, d’istinto cosa mi rispondi? E poi, cosa rappresenta per te? 


“Blogging” è una parola dotata di un suono davvero divertente. Evoca in me una certa irrequietezza e, al contempo, un grande senso di libertà. Il blog può essere uno strumento molto democratico, ma questo non implica che tutti riescano a gestirlo. Io continuo a provarci, ma cerco di non preoccuparmi troppo dei risultati in termini di conversioni (ma quali poi nel mio caso?) o follower.

Non è per questo che ho aperto il blog. Come ti ho detto anche prima, l’ho aperto in prima battuta per me stessa. Ora, lo curo anche per le persone che mi seguono. E no, non è un mio diario personale, ma non è nemmeno uno strumento per fare marketing. Non il mio blog personale quantomeno.

Tutt’altro discorso si deve fare per il blog aziendale, al rinnovamento del quale stiamo lavorando in team per creare qualcosa di innovativo e che sia davvero utile ai nostri prospect.


🔵►Link suggerito: 'Quando la scrittura è passione e lavoro, intervista a Emma Frignani' by +Vincenzo Abate di +Keliweb SRL 


La qualità di scrittura migliora con l’esercizio o trattasi di una attitudine innata?


Che domanda! “In medio stat virtus”, mi verrebbe da dire.

Credo che una certa capacità di scrivere derivi direttamente da una certa capacità di sviluppare il pensiero, nel senso letterale di srotolare il ragionamento in qualcosa di sensato e significativo.
E questo può essere frutto di una determinata educazione e, forse, di un’attitudine innata che si coltiva con lo studio. Per quanto riguarda il lato prettamente tecnico della scrittura, sono certa che la pratica costante contribuisca in maniera decisiva al miglioramento del proprio stile.


Ancora, a proposito di qualità, cosa ritieni tale in fatto di contenuti web?

Beh, un quesito piuttosto generico. Dipende dal proprio pubblico, non trovi? Contenuti di qualità devono rispondere quanto più strettamente possibile alle esigenze delle nostre lettrici e dei nostri lettori. A seconda dell’oggetto della mia ricerca, posso trovare di qualità sia un tutorial che mi spiega come gestire alcune impostazioni di una pagina Facebook aziendale, sia un racconto che non posso smettere di leggere, sia un articolo che parla di content marketing.

Dipende dai miei bisogni in un dato momento. Un contenuto di qualità è quello che aderisce meglio alle mie richieste o che addirittura riesce a prevederle, influenzando in qualche modo la mia prospettiva.

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Oltre all’esercizio, la lettura può contribuire a migliorare la capacità di scrivere?


Certo! Senza alcun dubbio. La lettura contribuisce alla crescita di ciascun essere senziente.
Sempre che sia fatta con consapevolezza e non semplicemente per accumulare dati.

Sono del parere che non stiamo facendo una gara.

La lettura aiuta chi scrive perché mostra non solo innumerevoli mondi, ma altrettanti modi di vedere le cose. Offre prospettive diverse da cui osservare il mondo. E questo permette alla mente di aprirsi e diventare un luogo accogliente in cui le idee trovano terreno fertile per crescere.


Scrittura creativa e scrittura per il web possono convivere?

Io penso di sì, anche se ho letto posizioni contrastanti a riguardo.

Ma un’idea me la sono fatta e ti racconto quella, no?

Queste due forme di scrittura nascono con scopi differenti e si sviluppano di conseguenza.
Ma credo che possano aiutarsi a vicenda, andando a colmare l’una le inevitabili lacune dell’altra.


Tra i vari format blogging - podcast, interviste, video, guest blogging, ecc.  - per fare contenuti ve n’è uno con il quale non vedi l’ora di cimentarti? Invece, uno verso cui ti senti proprio negata - ammesso che esista - o che non ti piace proprio?

Ho avuto esperienza di interviste e prima ancora di guest blogging e devo dire che sono forme di collaborazione interessanti, anche perché mi hanno permesso di puntare l’attenzione su aspetti del mio carattere e del mio modo di vivere la rete e la mia professione cui probabilmente non avevo dato la dovuta attenzione. Un formato che non amo particolarmente, nonostante sia il trend dell’anno già da anni, è il video. Almeno, per quanto riguarda il mio tipo di messaggi.

Ma si tratta di gusti personali: non mi vedo a parlare degli argomenti che amo via video.

Ma chissà che non cambi idea. Una forma di blogging che apprezzo molto da utente è quella del podcast, che trovo utile, informale e coinvolgente. Non so se sarei in grado, ma potrebbe essere curioso fare una serie di podcast tematici.

La scrittura pura rimane comunque il mezzo che prediligo in assoluto, ça va sans dire.


🔵►Link suggerito: ''Il mio #curriculumdellettore, parte prima - Emma Frignani" by +Rita Fortunato 



Per il blogging del futuro c’è qualcosa che cambieresti? Mentre in quello del presente quali sono i contenuti che preferisci leggere? E di prediletti su cui ami scrivere, ne hai?

Il cambiamento procede per la sua strada che io lo voglia o no. Non so cosa cambierei, forse il punto di vista sull’utilità dei contenuti. Alle volte, ho la sensazione di leggere sempre le stesse cose, trattate dal medesimo punto di vista: mi sembra che si cerchi di tenere a bada – spesso, grazie all’indifferenza – il sano spirito critico che ci permette di evolvere e scoprire cose nuove.

In breve, vedo con dispiacere molta autoreferenzialità.

Dal punto di vista strettamente professionale, mi tengo informata sul web marketing, con particolare attenzione al content marketing, ma la mia curiosità e le esigenze del mio mestiere mi permettono di spaziare in ambiti diversi, dalla semiotica al visual, dallo storytelling alla gestione degli e-commerce, dall’advertising alle piattaforme social.

Molte delle fonti cui attingo sono italiane, amo la mia lingua e voglio sapere cosa succede al web marketing in Italia, ma per aggiornarmi ricorro spesso a fonti inglesi e americane.

Per quanto riguarda la mia passione ancora un po’ timida, la scrittura narrativa, amo leggere articoli che mi aiutino a capire come migliorare nella scrittura.

In ultimo, scrivere per me è una necessità: dammi un argomento qualsiasi e io mi documenterò per scrivere qualcosa di significativo ed elegante a riguardo.

Nel mio blog, amo scrivere racconti-esperimenti e riflettere insieme ai miei fidati lettori su argomenti, se vogliamo, filosofici. Del resto, la filosofia mi è entrata sottopelle tanto tempo fa.


Se all’improvviso una fortuna immensa piovesse piombando su di te, tale da poter investire sull’innovazione del blogging senza problemi ed in modo consistente in cosa metteresti le mani, da dove inizieresti e cosa ti piacerebbe realizzare?

Innanzitutto, vorrei che il mio blog fosse personalizzato e unico e per questo sto lavorando ai fianchi il mio compagno, programmatore e titolare dell’agenzia web con la quale collaboro 😉

Mi piacerebbe realizzare una sorta di sketchbook digitale in cui raccogliere le mie riflessioni e i miei disegni in un percorso di senso condiviso e, perché no, interattivo.

Mentre, per quanto concerne il blog aziendale, sto lavorando in team con i miei colleghi per rinnovare completamente forma e contenuti di questo potente strumento in modo da raggiungere il nostro pubblico e creare una community attiva e interessata al nostro lavoro.

Come puoi capire da queste parole, non riesco ad aspettare e la fortuna, nei limiti del possibile, la cerco io 😉


CONCLUSIONI

Con il procedere delle interviste non posso fare a meno di constatare un tale aumento della partecipazione da rimanere senza una parola a disposizione per tirare una conclusione che si riveli all'altezza del contenuto. Già ci pensano le risposte a farlo. Esaustive come sono, ricche formalmente e curate a livello parossistico, parlano da sole, cosicché ogni aggiunta le contaminerebbe facendomi sentire un untore 😵 piuttosto che una voce "altra" in terza persona che parafrasa di sottofondo.

Le chiavi di lettura poi sono innumerevoli, come molteplici le conclusioni a cui giungere.
Se non altro rimane immutata quella a cui stringo io che in chiusura, mi vede come da consuetudine fare i dovuti ringraziamenti e degli immensi complimenti a Emma Frignani, rendendo merito al tempo che ci ha dedicato, la cura con cui lo ha fatto ma soprattutto per il valore che ci ha trasmesso ed infine lasciato.