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martedì 4 luglio 2017

Content Curation perché è utile al blogging

Content Curation contenuti
Content curation un fenomeno che ha avuto origine di recente nel web. Tra praticarlo o farne a meno passa la differenza tra generare una diffusione massima e di qualità di un contenuto o altrimenti trascurarlo, vediamo come e perché.

Perché leggere questo post?


In questo post faccio alcuni esempi pratici che applico sui contenuti che produco subito dopo la pubblicazione, sono personali ma mi hanno consentito nel breve di acquisire A) autorevolezza, incrementare il B ) network e curare il C) personal branding.


Cos'è la content curation?


Per quanto possa apparire come un ambito semplice o non indispensabile rispetto ad altre pratiche web, oramai divenute "note", sminuirne l'efficacia è un grave errore di valutazione.
Magari dovuto alla sua recente comparsa online anche se c'è chi non la pensa affatto così.

Tant'è che la content curation è un ambito web assai complesso che richiede diverse figure professionali e tante energie/risorse da investire affinché si riveli efficace.

Oltretutto il fenomeno della content curation ha avuto una rapida evoluzione che ha portato rapidamente gli autori di contenuti a non poter più prescindere da essa.


Cosa ti succede se non fai content curation?


Non fare la content curation equivale ad abbandonare il contenuto a sé stesso, ovvero alle logiche ristrette ed automatizzate di un algido algoritmo. Quando, invece, un essere umano può fare assolutamente meglio, valorizzandolo una volta personalizzato per le specifiche relative alla nicchia online a cui è rivolto ed è afferente.

"Quindi fare content curation è una tua responsabilità! Una volta prodotto un contenuto non puoi abbandonarlo a sé stesso pena altrimenti la conseguenza che non arrivi al target per cui ti sei proposto di farlo.


Come fare content curation


Oltre all'uso delle piattaforme online dedicate alla cura dei contenuti vi sono delle operazioni aggiuntive che reputo indispensabili e capaci di far fare il salto di qualità alla vostra content curation; non si tratta di niente di trascendentale le può compiere anche una sola persona, vediamo di cosa si tratta:

  • Sintetizza il contenuti con una descrizione per ciascun social media dove lo pubblicherai.
  • Aggiungi emozioni al testo di presentazione, cattura l'attenzione dei lettori, essere accattivanti non guasta!
  • Sfrutta - anche se può sembrare ovvio - quanti più canali social media-network possibili ma ricorda per ognuno di essi ha un tono of voice specifico.
  • Categorizza tramite l'uso di Hashtag per indirizzarlo alle nicchie online a cui è specificatamente rivolto. (mi raccomando usali con equilibrio e parsimonia)
  • Usa sempre i Tag per citare gli autori, scambiarsi la cortesia equivale a fare social networking-personal branding.
  • Usa al meglio gli Hashtag per quanto può sembrare scontato anche questa funzionalità richiede un minimo di competenza tecnica. Questo breve Video-Tutorial potrebbe aiutarti a riguardo, visionalo!


🎯 Infine ricorda: "Fai dei contenuti altrui ciò che vorresti fosse fatto ai tuoi."


Ho appena recitato il 1° comandamento della content curation.

Un errore che compiono in molti, è di essere egoisti e non fare content curation con i contenuti altrui. Invece anch'essi meritano lo stesso trattamento ed attenzione che dedichi ai tuoi, altrimenti vuoi sapere quale risultato comporta non farlo?

Il tuo network e personal branding ne risentiranno pesantemente mentre il tuo interesse è incrementarli entrambi, non è vero?



La content curation è il sale del content marketing

Non ho detto il piatto principale ma il condimento di cui non si può fare a meno, quello insostituibile!

Ne converrai che così facendo applicando i semplici passaggi che ho suggerito verticalizzi i contenuti verso le nicchie online eviti che essi si disperdano divenendo così più specifici.

In questo modo è come se compiessi una tassonomia aumentando così le probabilità che essi vadano a segno raggiungendo i target di tuo interesse.


Seguimi, adesso ti spiego come fare


Inoltre quando selezioni e scegli i contenuti di altri autori saggiamente, abitui il tuo pubblico a ricevere una selezione tematica il più possibile afferente alla tua principale che risulti essere di approfondimento , trasversale o declinata ma risulti comunque quanto più possibile centrata ad essa.

Mentre tali standard qualitativi devono essere imprescindibili, l'obiettivo è rendersi al contempo una fonte autorevole ed una garanzia.

Il content marketing non può che beneficiare di queste cura aggiuntiva visto che il suo scopo è quello di agevolare il reperimento di un contenuto affinché venga fruito dalle utenze.


Fare content curation si è faticoso


Usare al meglio la content curation - post by +Susanna Moglia - come ho già detto in precedenza è un compito assai complesso il quale per il suo svolgimento richiede l'impiego di più specialisti.

Questo post si propone di dare le soluzioni base per ricevere sin da subito risultati riscontrabili nelle vesti della figura del blogger-copywriter. Ma credetemi per un solo specialista rappresenta un impegno quotidiano con relativo impiego di risorse assai probante che richiede buone doti di scrittura, una discreta velocità d'esecuzione, inventiva creativa per i testi e una discreta fetta del vostro tempo.

Le energie e risorse profuse non sono affatto da sottovalutare! 😉

Fare content curation è un servizio online al pari di altre attività web, necessita perciò di costanza e tanta perseveranza. I risultati immediati non gli competono, per quantificarli è necessario ragionare sul lungo termine, inoltre, paradossalmente essi crescono incostantemente.

Non è il percorso di crescita che mi sento di suggerire in assenza di ambizione, specie in presenza di soggetti privi di un atteggiamento lungimirante, perché si tratta di una cura parossistica del contenuto che richiede una forte dedizione volta alla causa.

L'aspetto positivo è che se fate della scrittura il vostro mestiere, è tutto esercizio.


La content curation è anche fare copywriting


Bisogna amare il contenuto quasi a livello maniacale per sortire risultati accattivanti, seduttivi, attraenti e carichi di appeal tanto da catturare l'attenzione ma che al contempo si rivelino abbastanza predittivi da risultare esplicativi in poche righe.

Tale esercizio di sintesi comporta ferma applicazione, concentrazione e tanto desiderio ed è frutto quindi di un'intensa attività volta al copywriting.



Fare content curation è fare formazione


La content curation è anche un'attività continua di cernita e selezione dei contenuti da inserire in repository da proporre poi o al proprio network pubblicamente o che si presta ad essere adoperata privatamente per studiarli ed approfondire secondariamente ciò che più ci interessa.

L'immensa mole di dati ed informazioni che quotidianamente oramai ci investono impone di saper acquisire nuove abilità come maturare una capacità nelle selezione dei contenuti che può risultare essere utile per risparmiare tempo ottimizzandolo ma anche quando è messa al servizio degli altri condividendoli.

Offrire qualità e valore attraverso i contenuti alla propria community di riferimento equivale a fare personal branding agendo sull'autorevolezza ed al contempo a rafforzare i legami insiti nel social networking magari ampliandolo.

Alcuni strumenti-tools utili allo scopo?

Non mancano certo gli onnipresenti applicativi ed i servizi web dedicati, PostPickrScoop.it, Flipboard, Pinterest, sono solo alcuni esempi, forse tra i più noti, fra quelli papabili per fare content curation. Alla fine, poi, è solo una questione di scelte e preferenze.


Perché la content curation fa fare la differenza online


La  content curation ad opera di un singolo specialista è una forma di condivisione mirata ad apportare valore aggiunto ad un contenuto.


💡 Suggerimento: tienti conto che risulta arricchita se in aggiunta al contenuto originale scrivi una breve presentazione calibrata sul registro comunicativo del social media dove pubblichi.

Può velocizzare come orientare il processo decisionale per cui scegliere di leggere o meno un contenuto ma anche essere utile a risolvere quelle zone di deriva dovute al funzionamento sistemico dei social media-network e dei motori di ricerca che non consentono un facile reperimento dei contenuti per mezzo di tassonomie possibili quando invece adoperi appunto gli hashtag.

Insomma,per farla breve, scongiura il rischio di non riuscire a trovare ciò che cerchi con la funzione di ricerca.


CONCLUSIONI

La content curation almeno per il momento è un'attività ancora fatta prettamente per mano dell'uomo che presenta dei plus qualitativi per gli utenti proprio in virtù di non essere sostituibile dalle macchine e dai sistemi di automazione. Piuttosto per velocizzare i processi di lavoro sono da prendere in seria considerazione quelli di semi-automazione come ad esempio +PostPickr ove l'intervento umano è di tipo blended con le web application.

Probabilmente questa "tipo" di intervento umano persisterà sino all'avvento dell'intelligenza artificiale dal momento in cui sarà in grado di fare ricerche semantiche ma sino ad allora saremo sempre noi gli artefici come i responsabili di aver fatto perdere quella risorsa preziosa ad un ipotetico amico sui social media/network, di non averlo sufficientemente diffuso e di non aver innescato persino una condivisione potenziale da parte degli amici degli amici.

Ad ogni modo si tratta di un'attività che trovo faccia dannatamente bene ai blogger ed al copywriting; sviluppi la capacità di sintesi attraverso cui promuovere i contenuti senza rappresentare uno spreco di tempo poiché al contempo fa content marketing e pure anche alla grande!



Crediti Foto